Eni mantiene utile adjusted trimestrale a 3,54 miliardi, produzione in crescita
Nel primo trimestre Eni registra risultati solidi in un contesto di mercato che resta incerto e volatile, sostenuta dall'aumento della produzione a 1,8 milioni di barili al giorno e da nuove scoperte upstream. I ricavi salgono a 22,9 miliardi e il gruppo conferma una traiettoria operativa che supporta i piani su Indonesia, Plenitude e buyback.
In evidenza
- Eni chiude il trimestre con un utile operativo proforma adjusted di 3,54 miliardi, -4% su base annua ma sopra i 2,86 miliardi del trimestre precedente, ricavi a 22,9 miliardi (+2%).
- Eni annuncia nuova previsione di flusso di cassa di 13,8 miliardi per il 2026 e rafforza il programma di buyback a 2,8 miliardi (+90%).
- Produzione upstream in crescita con circa un miliardo di barili aggiuntivi, trainati da nuove scoperte in Angola e Indonesia; Plenitude diventa società a controllo congiunto con Ares.
Conti trimestrali e spinta dell'upstream
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il gruppo archivia il periodo con un utile operativo proforma adjusted di 3,54 miliardi, in calo del 4% rispetto allo stesso trimestre del 2025 per l'effetto cambio euro-dollaro sfavorevole e per proventi non ricorrenti contabilizzati un anno prima, ma in aumento rispetto ai 2,86 miliardi del trimestre precedente.L'utile ante imposte adjusted si attesta a 2,38 miliardi, in flessione del 13% su base annua ma sopra i 2,01 miliardi dell'ultimo trimestre, mentre l'utile netto adjusted di competenza raggiunge 1,3 miliardi, in calo dell'8% rispetto al primo trimestre del 2025 e superiore a 1,19 miliardi del trimestre precedente. I ricavi crescono del 2% a 22,9 miliardi.
Claudio Descalzi definisce "eccellente" la crescita produttiva dell'attività di esplorazione e produzione, indicata come motore del gruppo. Eni segnala anche un track record positivo nelle nuove scoperte, con circa un miliardo di barili aggiuntivi, trainati soprattutto da Paesi come l'Angola e dai più recenti rinvenimenti in Indonesia.
Piani industriali e impatto sulla strategia 2026
Nel commentare i risultati, l'amministratore delegato afferma che la società continua a eseguire con coerenza e rigore la propria strategia, con l'obiettivo di fornire energia sicura, economicamente sostenibile e a basso impatto carbonico. Secondo Descalzi, la performance del trimestre e la solidità finanziaria restano elementi centrali per sostenere gli investimenti nel portafoglio di progetti geograficamente diversificati.Il gruppo procede intanto con le prossime tappe operative, tra cui l'avvio della nuova società in Indonesia e la riorganizzazione dell'assetto azionario di Plenitude come società a controllo congiunto con Ares attraverso un aumento di capitale non proporzionale da 1,5 miliardi. In questo schema Eni mantiene il 65% del capitale.
La società indica inoltre una nuova previsione di flusso di cassa di 13,8 miliardi basata sulla revisione dello scenario di riferimento per il 2026. Questo aggiornamento, nelle indicazioni del management, si traduce in un rafforzamento del programma di riacquisto di azioni proprie a 2,8 miliardi, con un incremento di circa il 90% rispetto al piano iniziale.
Nella nostra precedente analisi su Chevron, abbiamo evidenziato i risultati del quarto trimestre, l’aumento del dividendo e il piano di riacquisto di azioni fino a 20 miliardi di dollari entro il 2026. Abbiamo inoltre ricordato come alcuni sviluppi societari (tra cui accordi sugli asset, una vittoria legale e una nuova scoperta nel Golfo) si intrecciassero con un quadro tecnico ancora prudente, con il mercato in attesa di segnali di forza più chiari.
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