I prezzi del petrolio greggio WTI rimangono sotto pressione e sono scesi ai livelli minimi degli ultimi mesi a seguito di segnali di progressi significativi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il mercato sta attivamente scontando il premio per il rischio geopolitico che aveva precedentemente sostenuto i prezzi tra le preoccupazioni per potenziali interruzioni dell'offerta in Medio Oriente.
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Ulteriore pressione al ribasso è derivata dalle notizie di un possibile accordo che potrebbe includere l'allentamento delle sanzioni sul settore petrolifero iraniano e una graduale normalizzazione dell'attività di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il mercato sconta un'offerta di petrolio aggiuntiva
Il driver principale dietro il sell-off è l'aspettativa di un aumento dell'offerta globale di petrolio. Gli investitori stanno valutando la probabilità che ulteriore greggio iraniano torni sul mercato se venisse raggiunto un accordo tra Washington e Teheran. In questo contesto, il WTI è sceso verso l'intervallo di 83,5–85 dollari al barile, mentre il Brent è sceso sotto gli 88 dollari al barile. Il calo riflette anche la riduzione delle preoccupazioni per potenziali interruzioni delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta chiave per una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio.
Cosa sta limitando un ulteriore ribasso
Nonostante la brusca correzione, il mercato rimane cauto. Il processo negoziale è ancora complesso e i termini finali di qualsiasi accordo tra Stati Uniti e Iran devono ancora essere definiti. Qualsiasi segnale di rottura dei colloqui o di rinnovate tensioni potrebbe ripristinare rapidamente parte del premio geopolitico sui prezzi del petrolio. Inoltre, i partecipanti al mercato continuano a monitorare le politiche dei produttori e le tendenze delle scorte globali, entrambi fattori importanti che influenzano l'equilibrio tra domanda e offerta.
Prospettive attuali del mercato
A breve termine, la direzione del WTI dipenderà in gran parte dagli ulteriori sviluppi nei negoziati USA-Iran. Per ora, il mercato vede il progresso diplomatico come un segnale di riduzione dei rischi di offerta, il che continua a pesare sui prezzi. Se entrambe le parti si muoveranno verso l'attuazione di accordi concreti, il potenziale per un ulteriore ribasso rimarrà. In caso contrario, la volatilità potrebbe tornare a salire bruscamente.
Prospettive a breve termine
Una rottura al di sotto del livello di supporto chiave a 86,5 dollari ha peggiorato le prospettive per il WTI e suggerisce un ulteriore ribasso verso l'area 80,5–80,0 dollari. L'interesse all'acquisto potrebbe emergere intorno a quei livelli; tuttavia, eventuali rally nel contesto di un allentamento delle tensioni riguardanti l'Iran potrebbero essere visti come opportunità di vendita. Solo una significativa escalation in Medio Oriente, come discusso nel mio articolo WTI declines despite escalation around Iran, potrebbe riportare i tori sul mercato.
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