Emilia-Romagna rafforza il distretto della nautica premium da 1,6 miliardi

Emilia-Romagna rafforza il distretto della nautica premium da 1,6 miliardi
Nautica premium in crescita

Tra Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, l’Emilia-Romagna consolida il suo peso nella nautica da diporto italiana con 287 imprese, oltre 3.600 addetti e un fatturato complessivo di 1,6 miliardi di euro. La crescita del comparto si concentra sempre più sui segmenti premium e lusso, mentre circa metà dei ricavi arriva dai mercati esteri.

In evidenza

  • Il distretto della nautica in Emilia-Romagna raggiunge 1,6 miliardi di euro di fatturato, con il 90% dei ricavi generati dai principali gruppi come Ferretti.
  • Negli ultimi dieci anni, il fatturato ed export della nautica regionale sono più che triplicati e l’occupazione è aumentata del 60%.
  • Le esportazioni superano 800 milioni di euro, con U.S., Francia e Regno Unito che assorbono oltre metà delle vendite estere del settore.

Studio regionale e struttura del comparto

Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati presentati a Bologna durante il primo tavolo regionale della nautica emergono dallo studio “Il settore della nautica in Emilia-Romagna”, realizzato da Art-ER insieme all’Università di Bologna e a Ser.In.Ar. Il quadro colloca la regione tra i principali poli nazionali del settore, in un contesto in cui l’Italia si conferma leader mondiale nell’export di unità da diporto a motore con una quota del 24,1%.

Il baricentro produttivo resta in Romagna, dove si concentra l’80% degli occupati e il 90% del fatturato. In quest’area operano i principali gruppi della filiera, tra cui Ferretti, Cantiere del Pardo, Absolute, Solaris Power e Quick, mentre le maggiori aziende generano circa il 90% dei ricavi complessivi e il solo gruppo Ferretti incide per oltre il 70%.

Accanto ai grandi cantieri si sviluppa una rete di piccole e medie imprese specializzate che sostiene l’intero ecosistema con competenze tecniche, flessibilità produttiva e qualità. Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione, afferma che il tavolo regionale può diventare un laboratorio di politiche industriali per definire azioni capaci di guidare l’evoluzione innovativa della filiera.

Export, occupazione e posizionamento internazionale

La traiettoria degli ultimi dieci anni mostra una crescita strutturale del distretto. Fatturato ed export risultano più che triplicati, mentre l’occupazione cresce del 60%, segnale di una domanda internazionale che resta solida e di un posizionamento competitivo fondato su qualità, design e innovazione.

Le esportazioni superano oggi gli 800 milioni di euro e trovano i principali sbocchi in U.S., Francia e Regno Unito, mercati che assorbono oltre metà delle vendite estere. Questo orientamento conferma la specializzazione crescente della regione nelle imbarcazioni di fascia alta, segmento che sostiene margini, investimenti e visibilità internazionale dell’intera filiera.

Nel nostro precedente approfondimento sul rallentamento dell’export extra-Ue verso l’area Opec, abbiamo evidenziato come le tensioni in Medio Oriente abbiano provocato uno shock nelle spedizioni internazionali, pur a fronte di una crescita complessiva delle vendite fuori dall’Unione. L’analisi metteva in luce anche l’aumento dei prezzi dell’energia e i possibili effetti a catena su costi, logistica e ordini per le imprese del made in Italy.

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