Export extra-Ue italiano in crescita, vendite verso l’area Opec quasi dimezzate
Le vendite italiane fuori dall’Unione europea mostrano ad aprile un saldo positivo, ma il commercio con il Golfo subisce una brusca frenata. Il calo del 43% verso l’area Opec segnala un impatto circoscritto ma visibile delle tensioni in Medio Oriente sulle spedizioni internazionali.
In evidenza
- Italian export extra-Ue grew 4.5% in April, but sales to Opec markets dropped sharply by 43% amid regional instability.
- Exports to Switzerland nearly doubled and those to China rose double digits, while Opec region underscores shipping shocks since late February.
- Energy prices rose 4.4% between February and March following US-Israel conflict with Iran, raising production costs and prompting force majeure concerns in Oil&Gas shipments.
Andamento di aprile e segnali dalla crisi nel Golfo
Come riportato da Il Sole 24 Ore, le statistiche preliminari Istat indicano una crescita del 4,5% per l’export extra-Ue di aprile, in un quadro però segnato da forti differenze tra mercati. In assenza del dettaglio sui singoli Paesi, l’area Opec è quella che si avvicina di più al perimetro geografico del Medio Oriente e registra una riduzione delle vendite del 43% nel mese.Nel frattempo, le esportazioni dirette in Svizzera vanno vicine al raddoppio, mentre quelle verso la Cina crescono a doppia cifra. Il calo verso i Paesi dell’Opec appare invece come il segnale più evidente dello shock nelle spedizioni innescato alla fine di febbraio.
Con il passare dei giorni emergono così le prime misurazioni ufficiali dell’impatto della guerra scatenata a fine febbraio da U.S. e Israele contro l’Iran. Il conflitto spinge prima al rialzo i prezzi dell’energia e poi si riflette sui listini industriali, con i prezzi alla produzione saliti del 4,4% tra febbraio e marzo e l’indice ai massimi da tre anni.
Effetti sulle imprese e rischi per gli ordini
Oltre alla pressione sui costi, la crisi crea disordine nelle spedizioni internazionali, soprattutto per quelle dirette nell’area del Golfo. Alcune aziende, in particolare nel settore Oil&Gas, segnalano le prime lettere dei clienti del Middle East che richiamano cause di forza maggiore per rinviare le spedizioni.Per ora gli effetti risultano limitati, ma il quadro richiede una verifica anche sul fronte degli ordini. L’incertezza generata dal blocco di Hormuz e dalla possibilità di nuovi attacchi militari nell’area rischia infatti di trasferirsi dalla logistica alla domanda, con possibili ricadute più ampie per le imprese del made in Italy.
Nella nostra precedente analisi sull’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC e sulle tensioni nello Stretto di Hormuz, abbiamo spiegato come la combinazione tra mosse sul lato dell’offerta e rischio geopolitico stesse alimentando una forte volatilità del petrolio. L’articolo evidenziava anche che i blocchi e gli attacchi nell’area potevano sostenere un “premio di rischio” sui prezzi, con scenari legati all’esito dei colloqui USA-Iran e alla tenuta delle quote OPEC.
Ultime notizie su Natural Gas
- Forex
- Crypto