Motus-E delinea un piano per 40 aree di ricarica dedicate ai camion elettrici in Italia

Motus-E delinea un piano per 40 aree di ricarica dedicate ai camion elettrici in Italia
Ricarica camion elettrici avanzata

La decarbonizzazione del trasporto merci su gomma in Italia passa anche dalla capacità di costruire una rete di ricarica ad alta potenza adatta ai veicoli pesanti. Il mercato dei camion elettrici si sviluppa mentre il Paese parte da una flotta anziana e ancora largamente basata su motori precedenti a Euro 4, con una quota di mezzi a zero emissioni inferiore al 3%.

In evidenza

  • Motus-E propone 40 nuove aree di ricarica per camion elettrici in Italia, con 20 sulla rete TEN-T e 20 extra TEN-T, basandosi su percorsi di oltre 100.000 mezzi.
  • Infrastruttura già in sviluppo con 16 siti attivi e 9 in realizzazione, includendo il primo Megawatt Charging System da 1.000 kW a Bolzano che riduce i tempi di ricarica sotto i 20 minuti.
  • Solo il 3% dei 988.165 camion italiani sopra 3,5 tonnellate è a zero emissioni, mentre Bruxelles punta a un camion su tre venduto a zero emissioni entro il 2030.

Piano infrastrutturale e rete di ricarica

Come riportato da Il Sole 24 Ore, uno studio realizzato da Motus-E individua i posizionamenti ideali di 40 aree di ricarica dedicate ai veicoli pesanti, di cui 20 sulla rete TEN-T e 20 al di fuori di essa, dopo avere analizzato dati e percorrenze di oltre 100.000 camion circolanti nella Penisola.

Secondo lo studio, queste aree avrebbero una media giornaliera potenziale di 15 veicoli in ricarica sulla rete TEN-T e di 5 su quella extra TEN-T. Il tempo medio di ricarica sarebbe di circa 50 minuti per veicolo, con una distanza media da ricaricare di poco inferiore ai 300 chilometri.

In Italia l'infrastruttura dedicata ai truck pesanti è già in fase di sviluppo, con 16 siti attivi e 9 in sviluppo, tutti ad altissima potenza e dotati di connettori CCS2. Il sito più avanzato è a Bolzano, dove è installato il primo Megawatt Charging System del Paese, capace di erogare fino a 1.000 kW e di portare i tempi di ricarica sotto i 20 minuti.

Nei prossimi 2-3 anni è pianificata la realizzazione di ulteriori siti finanziati nell'ambito del programma europeo CEF-AFIF, con l'obiettivo di creare una rete autostradale e near-highway che colleghi il Nord e il Sud dell'Europa in un Digital Green Corridor.

Impatto sul trasporto merci e ritardi normativi

Il quadro nazionale mostra tuttavia un ritardo strutturale. In Italia oltre un miliardo di tonnellate di merci viene trasportato ogni anno e circa l'84% viaggia su strada, soprattutto in autostrada, attraverso un parco di 988.165 veicoli pesanti sopra le 3,5 tonnellate che a fine 2024 presenta un'età media di 19 anni.

Più del 70% di questi mezzi monta motori precedenti a Euro 4, mentre meno del 3% è a zero emissioni. Questo divario pesa anche rispetto agli obiettivi europei, dato che il trasporto merci su gomma è responsabile di oltre il 28% delle emissioni di gas serra del trasporto stradale nell'Ue e di oltre il 6% delle emissioni totali dell'Ue; Bruxelles prevede che entro il 2030 un camion su tre venduto sia a zero emissioni.

Lo studio segnala che lo sviluppo di una rete efficiente richiede un'attenzione particolare alla localizzazione dei siti e una collaborazione tra GSE, distributori di energia elettrica e autorità locali, così da ottimizzare l'integrazione con la rete e distribuire in modo equilibrato l'infrastruttura sul territorio.

Tra le misure indicate per accelerare la transizione figurano forme sperimentali di esenzione dai pedaggi autostradali per i veicoli a zero emissioni sulle tratte ottimali, in linea con la direttiva europea 2022/362, che l'Italia recepisce ancora con ritardo. Un ulteriore sostegno potrebbe arrivare anche da incentivi alla domanda da parte della committenza, da bandi di durata adeguata, da criteri premiali legati al taglio della CO2 e da linee guida vincolanti per le aree industriali con spazi e ricarica integrata per i camion.

Nel nostro precedente approfondimento sul piano di Cassa depositi e prestiti per il Veneto abbiamo riportato lo stanziamento di oltre 7 miliardi di euro tra il 2022 e il 2025 a sostegno di imprese, infrastrutture essenziali ed enti pubblici regionali. L’intervento, sviluppato anche nel percorso con Confindustria, punta a rafforzare investimenti, transizione energetica e competitività, includendo iniziative per ridurre i divari territoriali e sostenere l’imprenditoria giovanile.

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