L'accumulo delle banche centrali sostiene la fase di consolidamento di Gold
Gold (XAU) è scambiato a $4.536,79, in calo dello 0,64% nella giornata e al di sotto delle sue principali medie mobili, indicando una persistente pressione al ribasso.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
In evidenza
- L’aumento delle tensioni in Medio Oriente e un attacco con droni a una centrale nucleare negli UAE hanno provocato significativi deflussi dall’oro, poiché gli investitori hanno ridotto la loro esposizione al rischio.
- Gold ha subito una pressione di vendita sostenuta nonostante le banche centrali abbiano aggiunto 244 tonnellate alle riserve nel primo trimestre, poiché i rischi di inflazione e l’aumento dei prezzi del petrolio hanno limitato la risposta delle politiche.
- Gold si trova vicino al limite inferiore del suo range previsto di $4.460–$4.590, con un momentum tecnico ribassista e una bassa probabilità di recupero a breve termine.
Le fuoriuscite da Gold accelerano tra conflitti in Medio Oriente e timori di inflazione
Gold ha registrato una significativa fuoriuscita in risposta all’aumento delle tensioni in Medio Oriente e a un attacco con droni confermato contro una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti, eventi che hanno intensificato i timori di un conflitto regionale più ampio e spinto gli investitori avversi al rischio a ridurre le posizioni in oro. Ulteriore pressione è stata esercitata dall’aumento dei prezzi del petrolio e dall’escalation geopolitica persistente, che hanno amplificato i rischi inflazionistici e limitato la flessibilità delle banche centrali, portando a ulteriori vendite di asset privi di rendimento. Sebbene le banche centrali abbiano aumentato le riserve ufficiali di oro di 244 tonnellate nel primo trimestre in risposta a queste incertezze, l’andamento dei prezzi è rimasto sotto una più ampia pressione di vendita.
Il momentum ribassista persiste tra divergenza tecnica e volatilità
Tecnicamente, XAU si trova al di sotto della SMA-20 ($4.632,77), SMA-50 ($4.666,16) e SMA-200 ($4.596,24), con l’Ichimoku Kijun a $4.658,11 che fornisce una resistenza immediata. Gli indicatori di Momentum, inclusi MACD e ADX, continuano a segnalare un trend ribassista, mentre RSI e CCI restano in modalità vendita ma non a livelli estremamente ipervenduti. Tuttavia, lo Stoch RSI segnala un forte acquisto e il BBP è indicato come ipervenduto, evidenziando una chiara divergenza tra il momentum e i possibili segnali di inversione. Le letture dell’Awesome Oscillator confermano il momentum ribassista, l’azione dei prezzi giornaliera include un lieve gap down e il prezzo si sta spostando verso la fascia bassa della giornata in un contesto di volatilità intraday moderata.
Il rischio ribassista prevale mentre il canale volatile limita l’inversione
Nei prossimi cinque giorni di contrattazione, si prevede che XAU rimanga all’interno di una tipica fascia di volatilità tra $4.460 e $4.590. La probabilità di un aumento dei prezzi nel breve termine è bassa (meno del 20%), suggerendo che un ulteriore calo sia più probabile. Lo scenario di base prevede un movimento laterale all’interno di questo canale. Un movimento sopra i $4.590 potrebbe puntare a una resistenza vicino ai $4.650, mentre una rottura sostenuta sotto i $4.460 aprirebbe la strada a ulteriori perdite sotto la pressione di vendita continua.
In precedenza, gli analisti hanno osservato che fattori tecnici e di mercato persistenti stavano mantenendo l’oro sotto una pressione ribassista sostenuta nonostante l’aumento dell’accesso regolamentare e degli acquisti da parte delle banche centrali. I recenti shock geopolitici e le rinnovate vendite confermano questo orientamento ribassista, con i trader che ora affrontano ulteriore volatilità e il rischio di perdite accelerate in caso di rottura del supporto a $4.460.
Ultime notizie su Gold
- Forex
- Crypto