Greenthesis ottiene rating creditizio B1- da modefinance

Greenthesis ottiene rating creditizio B1- da modefinance
Greenthesis ottiene rating B1-

Modefinance pubblica il 3 giugno 2026 il Corporate Credit Rating solicited di Greenthesis S.p.A., assegnando alla società il giudizio B1- alla prima emissione. La valutazione indica una capacità ritenuta adeguata di affrontare condizioni economiche avverse nel medio e lungo periodo, in un contesto di espansione del gruppo nel waste management.

In evidenza

  • Modefinance assegna a Greenthesis il rating B1-, riflettendo una situazione finanziaria adeguata dopo il delisting da Borsa Italiana nel settembre 2024.
  • Nel 2024 Greenthesis registra ricavi pro-forma annualizzati pari a 227,6 milioni e MOL di 49 milioni, con marginalità al 21,5%, sostenuti da acquisizioni strategiche.
  • Per il 2025 il management prevede ricavi sopra 250 milioni grazie all'espansione infrastrutturale e all'integrazione di nuove attività in bonifiche, smaltimento ed energia.

Valutazione e profilo finanziario del gruppo

Come riportato da modefinance, il rating riflette una situazione giudicata adeguata per Greenthesis, controllata da Planesys S.p.A. al 60% e da Greta Lux S.à r.l. al 40% dopo la business combination perfezionata nel giugno 2024 tramite Eagle S.p.A., operazione che porta al delisting da Borsa Italiana nel settembre 2024. Il gruppo, fondato nel 1997, opera nella gestione del ciclo dei rifiuti, nelle bonifiche ambientali e nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel primo esercizio consolidato, riferito al periodo 4 giugno, 31 dicembre 2024, Greenthesis chiude con ricavi pari a 120,2 milioni di euro e un MOL di 21,1 milioni, risentendo di 5,5 milioni di costi di transazione legati all'acquisizione e al delisting. Su base pro-forma annualizzata, i ricavi raggiungono 227,6 milioni, in aumento di 54,2 milioni rispetto al 2023, mentre il MOL sale a 49 milioni, con una marginalità al 21,5%, leggermente inferiore per l'effetto del contributo di attività meno redditizie acquisite nel trattamento dei rifiuti industriali.

Il risultato netto pro-forma si attesta a 8,1 milioni, in calo rispetto ai 15,8 milioni del 2023, penalizzato dagli ammortamenti da PPA e da maggiori oneri finanziari netti pari a 12,4 milioni. Il patrimonio netto sale a 340,5 milioni, contro 39 milioni a fine 2023, soprattutto per il conferimento delle partecipazioni in Eagle S.p.A. e per un apporto di capitale di 39,4 milioni destinato a finanziare l'OPA obbligatoria sul capitale residuo.

Il debito finanziario lordo resta stabile a 155,6 milioni, mentre la posizione finanziaria netta peggiora a 131,3 milioni da 89,3 milioni nel 2023, per la riduzione della liquidità disponibile a 24,3 milioni da 68,2 milioni. L'indicatore PFN/Ebitda pro-forma sale a 2,7x da 2,2x, ma l'agenzia ritiene il livello ancora equilibrato per un'attività ad alta intensità di capitale; nel 2025 il gruppo perfeziona inoltre un nuovo finanziamento da 215 milioni con Natixis e Intesa Sanpaolo per rifinanziare il debito esistente e sostenere la crescita.

Espansione industriale e prospettive del settore

Greenthesis dispone di oltre 30 impianti in Italia e copre l'intera catena del valore del waste management, esclusa la raccolta. Negli ultimi anni il gruppo segue una strategia di crescita per linee esterne con acquisizioni che rafforzano la presenza nel Nord-Est con Ethan e Bigaran, ampliano la copertura nel Centro-Nord con Friul Julia Appalti e Bra Servizi, nel Sud con Glob Eco, sviluppano la business unit Energia con Energen e aprono al segmento dei rifiuti sanitari tramite la partecipazione indiretta in Zanetti Arturo & C.

La presenza internazionale è in sviluppo negli Emirati Arabi Uniti e, dal 2026, in Libia. Per il 2025 il management stima ricavi superiori a 250 milioni, sostenuti dal contributo delle acquisizioni concluse nelle attività di smaltimento, bonifiche ed energia.

Il trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani, industriali e speciali rappresenta circa tre quarti dei ricavi consolidati, con REA Dalmine S.p.A. tra gli asset principali grazie alla capacità di 155.000 tonnellate annue e alla produzione di energia elettrica e termica per la rete di teleriscaldamento di Bergamo. Le bonifiche ambientali restano la principale direttrice di sviluppo, con oltre 500 progetti completati o in corso, inclusi 21 Siti di Interesse Nazionale, e un portafoglio ordini superiore a 300 milioni; la produzione di energia da fonti rinnovabili contribuisce invece per il 7% ai ricavi consolidati.

Modefinance segnala inoltre una struttura di governance adeguata, con consiglio di amministrazione composto da cinque membri, collegio sindacale e revisione legale affidata a PricewaterhouseCoopers S.p.A. Nel quadro macroeconomico italiano, l'agenzia osserva che nel primo trimestre 2026 l'economia continua a crescere a ritmi moderati, mentre il rincaro energetico collegato al conflitto in Medio Oriente mantiene rischi al rialzo sull'inflazione; secondo le proiezioni della Banca d'Italia, il PIL crescerebbe dello 0,5% nel 2026 e nel 2027 e dello 0,8% nel 2028.

Nella nostra precedente analisi sul titolo Intesa Sanpaolo (ISP) abbiamo evidenziato un quadro tecnico complessivamente rialzista nel medio-lungo termine, nonostante una fase di debolezza e consolidamento nel breve. L’attenzione era rivolta ai livelli chiave di prezzo (area €5,65–€5,85) e in particolare a una possibile rottura sopra €5,74 come segnale di ripresa del momentum. Questo contesto torna utile anche per leggere il ruolo della banca nelle più recenti operazioni di finanziamento citate nel nuovo approfondimento su Greenthesis.

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