L'indice del dollaro USA si rafforza grazie alle prospettive della Fed e alle minori tensioni tra Stati Uniti e Cina; euro, yen e aussie reagiscono

L'indice del dollaro USA si rafforza grazie alle prospettive della Fed e alle minori tensioni tra Stati Uniti e Cina; euro, yen e aussie reagiscono
Il dollaro rimbalza grazie al miglioramento del sentimento di rischio dopo le rassicurazioni di Powell e l'ottimismo sul commercio

Il dollaro statunitense ha riguadagnato terreno mercoledì dopo che il presidente Donald Trump ha offerto rassicurazioni su due fronti che avevano precedentemente scosso i mercati: la sua posizione sul presidente della Federal Reserve Jerome Powell e le relazioni commerciali con la Cina. L'indice del dollaro è salito a 99,60 da un minimo di tre anni di 98, aiutando EUR/USD e AUD/USD a ritirarsi dai recenti massimi e sollevando USD/JPY al di sopra della soglia di 142.

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Parlando martedì, Trump ha chiarito di non avere intenzione di rimuovere Powell, facendo marcia indietro rispetto ai commenti che avevano alimentato le preoccupazioni sull'indipendenza della Fed. "No, non ho intenzione di licenziarlo. Mi piacerebbe vederlo un po' più attivo in termini di idea di abbassare i tassi di interesse", ha detto Trump. Parallelamente, il Segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha segnalato che il conflitto tariffario con la Cina è "insostenibile", alimentando le speranze di un'eventuale attenuazione.

Dinamica dei prezzi di EURUSD, USDJPY e AUDUSD (Fonte: TradingView.)

La coppia EUR/USD scivola sotto 1,1400 a causa della delusione del PMI dell'Eurozona

L'euro è sceso a 1,1380 dopo aver toccato brevemente un massimo pluriennale a 1,1575 all'inizio della settimana. Il movimento è stato guidato sia dal rafforzamento del dollaro che dai deludenti dati PMI dell'Eurozona. Il PMI dei servizi di aprile della Banca Commerciale di Amburgo è sceso a 49,7, spingendo il PMI composito a 50,1. Questi dati, uniti ai commenti dovish dei funzionari della BCE, tra cui Christine Lagarde, hanno rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi a giugno. Dal punto di vista tecnico, la coppia EUR/USD ha perso trazione dopo non essere riuscita a mantenersi al di sopra di 1,1500, con il supporto ora visto vicino a 1,1276 e la resistenza a 1,16.

Lo yen scivola grazie al miglioramento del sentimento di rischio; l'AUD sale grazie alla forza nazionale

Lo yen giapponese si è indebolito a circa 142 per dollaro, annullando parte dei guadagni di martedì. L'ottimismo sugli sviluppi commerciali tra Stati Uniti e Cina e l'affievolirsi delle preoccupazioni sull'indipendenza della Fed hanno incoraggiato il sentimento di rischio, riducendo la domanda di yen, bene rifugio. Nel frattempo, il dollaro australiano è rimbalzato a 0,64, favorito dai solidi dati PMI di aprile. Il settore privato australiano ha registrato il settimo mese consecutivo di espansione, grazie alla crescita del settore manifatturiero e dei servizi.

In un precedente articolo, abbiamo osservato che il rally di EUR/USD aveva mostrato segni di sovraestensione al di sopra di 1,1500, mentre USD/JPY era posizionato per la volatilità intorno ai titoli chiave del commercio e della Fed. Con gli sviluppi odierni, tali previsioni si confermano, poiché il sentimento rimane dipendente dai dati e dai titoli.

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