I rendimenti obbligazionari aumentano la pressione sulla Fed mentre persistono i rischi di inflazione

I rendimenti obbligazionari aumentano la pressione sulla Fed mentre persistono i rischi di inflazione
Il mercato obbligazionario spinge la Fed verso tassi più alti

Un forte aumento dei rendimenti dei Treasury USA a breve termine ha esercitato una nuova pressione sulla Fed, mentre gli investitori rivalutano i rischi di inflazione, la resilienza della crescita e la possibilità che l'attuale politica non stia più rallentando a sufficienza l'economia.

In evidenza

  • I rendimenti dei Treasury a due anni sono saliti a circa il 4,15%, al di sopra dell'intervallo di politica della Fed tra il 3,5% e il 3,75%.
  • I trader stanno scontando la possibilità di un rialzo dei tassi di un quarto di punto già a ottobre.
  • I forti dati sull'occupazione e gli investimenti guidati dall'IA hanno sollevato preoccupazioni sul surriscaldamento economico.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Secondo Bloomberg, i rendimenti dei titoli del Tesoro a due anni, altamente sensibili alle aspettative sulla politica della Fed, sono saliti a circa il 4,15%, il livello più alto da oltre un anno. Ciò li colloca ben al di sopra dell'attuale intervallo target della Fed, compreso tra il 3,5% e il 3,75%, un divario che si è ampliato da marzo e che ora suggerisce che i mercati stiano scontando un percorso dei tassi più rigido.

Il mercato obbligazionario si muove in anticipo rispetto alla Fed

Dati sull'occupazione più forti del previsto hanno rafforzato l'idea che l'economia rimanga troppo solida per tagli anticipati dei tassi. I trader stanno ora scontando almeno un aumento di un quarto di punto già a ottobre, con i prossimi report sui prezzi al consumo e all'ingrosso che dovrebbero delineare ulteriormente le aspettative.

Gli investitori stanno anche monitorando se le ingenti spese per l'intelligenza artificiale, unite a un mercato del lavoro ancora forte, possano spingere l'economia verso il surriscaldamento. Ciò metterebbe in discussione la precedente visione della Fed, secondo cui la politica era già sufficientemente restrittiva per guidare l'inflazione verso il basso nel tempo.

Il movimento riecheggia il periodo tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022, quando i rendimenti dei Treasury iniziarono a muoversi in anticipo rispetto alla banca centrale prima che la Fed lanciasse un aggressivo ciclo di rialzi per combattere l'inflazione. La differenza ora è che la Fed ha già alzato i tassi in modo sostanziale, mentre i mercati si chiedono se tali tassi siano ancora abbastanza alti per l'economia attuale.

Ritorna il dibattito sul tasso neutrale

Il sell-off dei Treasury ha anche riacceso il dibattito sul tasso neutrale, ovvero il livello dei tassi di interesse che non stimola né rallenta l'economia. I funzionari della Fed avevano stimato il tasso a lungo termine al 3,1% a marzo, un livello che sosteneva l'ipotesi di un eventuale allentamento. Alcuni indicatori di mercato suggeriscono ora che tale ipotesi potrebbe essere troppo bassa.

Una misura basata sugli swap della visione del mercato sul tasso neutrale corretto per l'inflazione è vicina all'1,8%, al di sopra della stima mediana della Fed dell'1,1%. Se il vero tasso neutrale si è spostato verso l'alto, allora l'attuale politica potrebbe essere più vicina alla neutralità che alla restrizione. Ciò renderebbe più facili da giustificare ulteriori aumenti dei tassi se i dati sull'inflazione dovessero rimanere solidi.

I rendimenti più elevati inaspriscono le condizioni, ma non abbastanza

I tassi di mercato più elevati stanno già facendo parte del lavoro della Fed. Il rendimento del Treasury a 10 anni vicino al 4,5% sta sollevando i tassi ipotecari e i costi di finanziamento aziendale, e Bloomberg Economics stima che il recente aumento dei rendimenti equivalga a circa 75 punti base di inasprimento della Fed.

Per ora, il mercato sembra stabilizzarsi in un mondo in cui i rendimenti con una base del 4% non sono più un'eccezione ma lo standard.

In precedenza abbiamo evidenziato che Powell avverte che la pressione di Trump sulla Fed potrebbe minacciare i mercati.

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