Bce avverte sui rischi dell'AI per la stabilità finanziaria in Europa
Nel dibattito europeo sull'intelligenza artificiale, la Bce mette l'accento sui possibili effetti sistemici della nuova tecnologia sul lavoro e sulla ricchezza. Christine Lagarde collega la governance dell'AI alla necessità di evitare che l'innovazione si trasformi in una nuova crisi finanziaria per l'Europa.
In evidenza
- La presidente della Bce Christine Lagarde avverte che l'intelligenza artificiale potrebbe minacciare la stabilità finanziaria europea se non adeguatamente gestita.
- Nel simposio Cotec Europa a Venezia, Lagarde sottolinea che la BCE vigila sui rischi dell'AI oltre ai benefici per mercati, lavoro e creazione di ricchezza.
- La crescente adozione dell'AI nei diversi settori economici europei rende prioritario il rafforzamento della governance per le istituzioni monetarie e di vigilanza.
Intervento di Lagarde al simposio Cotec Europa
Come riportato da Il Sole 24 Ore, la presidente della Bce Christine Lagarde interviene alla 19esima edizione del simposio Cotec Europa in corso a Venezia, dedicato al tema "Ripensare il lavoro nell’era dell’AI: Trasformazione, opportunità e governance".Nel suo intervento, Lagarde afferma che nella storia recente una forza ha distrutto più lavoro e più ricchezza di quanto la tecnologia abbia mai fatto, indicando la crisi finanziaria come il principale fattore di distruzione economica. Aggiunge che, di fronte alla crescita dell'intelligenza artificiale, uno dei compiti centrali della Bce è assicurarsi che questa tecnologia non diventi una crisi finanziaria.
Implicazioni per politica monetaria e vigilanza
Le dichiarazioni inseriscono il tema dell'AI nel quadro più ampio della stabilità finanziaria europea, segnalando che la banca centrale osserva non solo i benefici dell'innovazione, ma anche i rischi potenziali per mercati, occupazione e creazione di ricchezza.Il richiamo di Lagarde evidenzia inoltre come la governance dell'intelligenza artificiale stia assumendo rilievo anche per le istituzioni monetarie e di vigilanza, in una fase in cui l'adozione della tecnologia accelera in diversi settori dell'economia europea.
Nel nostro precedente articolo sulle indicazioni della BCE sui tassi, abbiamo spiegato che il calo dei prezzi dell’energia dopo i segnali di distensione tra Washington e Teheran non è stato giudicato sufficiente per cambiare l’orientamento di politica monetaria. In quel contesto, Philip Lane ha ribadito che le prossime decisioni restano dipendenti dai dati macroeconomici e dalla dinamica dell’inflazione, con un approccio prudente e valutato riunione per riunione.
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