UniCredit vede effetti di lungo termine della crisi in Medio Oriente su energia e pmi europee
Le tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare l'incertezza sui mercati e sul costo dell'energia per imprese e famiglie europee. In questo contesto, l'amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel indica che il ritorno alle condizioni precedenti non appare rapido e che gli effetti della crisi si faranno sentire anche nel lungo periodo.
In evidenza
- Andrea Orcel, CEO di UniCredit, prevede un impatto energetico duraturo della crisi in Medio Oriente e difficoltà a tornare rapidamente alla situazione pre-crisi.
- UniCredit rileva che l'incertezza geopolitica sta spingendo diversi Paesi a utilizzare riserve energetiche, influenzando negativamente l'ambiente operativo di aziende e clienti.
- I clienti di UniCredit e le PMI europee affrontano uno shock simile a quello dell’invasione russa dell’Ucraina, con rischi elevati per la produzione e i costi energetici.
Valutazioni di UniCredit sulla crisi energetica
Come riportato da Il Sole 24 Ore, Andrea Orcel, ceo di UniCredit, afferma che nel breve termine sarà difficile recuperare la situazione precedente alla crisi e che nel lungo termine l'impatto sarà percepibile, in particolare sul mercato energetico.Orcel osserva che molti Paesi stanno utilizzando le proprie riserve, mentre la perdurante insicurezza continua a condizionare lo scenario economico e operativo per aziende e clienti della banca.
Pressione su clienti e pmi in Europa
Nel commentare gli effetti della crisi iraniana, il manager sottolinea che i clienti di UniCredit e le piccole e medie imprese, soprattutto in Europa, si confrontano con uno shock che richiama quello già vissuto con l'invasione russa dell'Ucraina.Secondo Orcel, il sistema non arriva impreparato a questa nuova fase di volatilità, ma la prosecuzione dell'incertezza mantiene elevati i rischi per il tessuto produttivo europeo e per i costi legati all'energia.
Il nostro precedente articolo sul caro energia in Italia evidenziava l’allarme di Confindustria: il divario dei prezzi energetici rispetto agli altri Paesi europei rischia di erodere la competitività delle imprese. Nell’analisi venivano inoltre richiamati i freni strutturali legati a burocrazia e mancanza di una visione di lungo periodo, indicando come l’efficienza energetica possa contribuire a mitigare l’impatto dei costi sui siti industriali.
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