Unipol porta la quota potenziale in Bper al 29,97% con nuovi derivati
L'aggiornamento sulle partecipazioni rilevanti segnala un rafforzamento della posizione di Unipol nel capitale di Bper attraverso strumenti finanziari. L'operazione, effettuata il 7 giugno, porta la partecipazione aggregata potenziale del gruppo bolognese a ridosso della soglia del 30%.
In evidenza
- Unipol ha comunicato a Consob di aver raggiunto una partecipazione potenziale del 29,966% in Bper tramite strumenti finanziari derivati.
- Il superamento della soglia del 25% è avvenuto con la sottoscrizione di due total return swap su 104.192.486 azioni Bper, pari al 4,99% del capitale sociale.
- Dopo i nuovi derivati, Unipol consolida una partecipazione aggregata del 29,96% in Bper, rafforzando la propria presenza nell'azionariato bancario italiano.
Crescita della partecipazione tramite total return swap
Come riportato da Consob, Unipol raggiunge una partecipazione potenziale del 29,966% in Bper dopo avere ufficializzato all'authority l'incremento nel capitale tramite strumenti finanziari.Il superamento della soglia rilevante del 25% del capitale si verifica con la sottoscrizione, con primari operatori, di due contratti derivati di tipo total return share swap che hanno come sottostante 104.192.486 azioni Bper, pari a circa il 4,99% del capitale sociale. I contratti hanno una scadenza massima rispettivamente di 25 e 35 mesi e prevedono sia il regolamento in contanti del differenziale di prezzo, sia la possibilità di consegna fisica delle azioni sottostanti, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni di legge.
Impatto sull'assetto azionario di Bper
Prima dell'operazione, Unipol detiene già una partecipazione aggregata pari a circa il 24,99% del capitale sociale di Bper, composta da una quota effettiva del 19,98% e da una partecipazione potenziale di circa il 4,97%.Con l'aggiunta dei nuovi derivati, la compagnia bolognese arriva così a una partecipazione aggregata di circa il 29,96%, consolidando ulteriormente il proprio peso nell'azionariato della banca emiliana. Il passaggio evidenzia un rafforzamento della presenza di Unipol nel settore bancario italiano, pur restando legato, per la componente potenziale, alle condizioni contrattuali e alle autorizzazioni previste dalla normativa.
Sul dibattito sul rafforzamento dei mercati dei capitali europei, nella nostra precedente pubblicazione abbiamo ripreso la posizione di Andrea Pignataro (Ion) sul ruolo più ampio delle banche come ponte tra investitori e fabbisogni delle imprese. In particolare, veniva sottolineato come una maggiore sindacazione dei prestiti possa aumentare la circolazione delle informazioni e favorire l’afflusso di nuovo capitale, sostenendo anche la crescita del credito privato e un dialogo più diretto tra aziende e investitori.
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