C&C verso il concordato, 400 dipendenti in Italia senza stipendio da marzo

C&C verso il concordato, 400 dipendenti in Italia senza stipendio da marzo
C&C, crisi e stipendi bloccati

La crisi di liquidità di C&C si aggrava mentre la società barese cerca di mettere in sicurezza la continuità aziendale e l’occupazione in Italia. Il gruppo, partner Apple con 130 negozi in Europa, ha ottenuto dal Tribunale di Bari 60 giorni, prorogabili, per presentare un piano di concordato.

In evidenza

  • C&C ha accumulato debiti per 128 milioni di euro a fine marzo e valutato un'offerta vincolante da 25 milioni per i negozi baltici.
  • Tribunale di Bari ha concesso misure protettive e nominato tre commissari, concedendo 60 giorni prorogabili per la presentazione del piano di concordato.
  • Oltre 400 dipendenti italiani di C&C non percepiscono stipendio da marzo, mentre i negozi restano quasi senza merce e parte del personale entrerà in cassa integrazione da luglio.

Procedura di crisi e tensione salariale

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il Tribunale di Bari concede a C&C le misure protettive richieste dopo il ricorso agli strumenti di regolazione della crisi e nomina commissari l’avvocato Giuseppe Miccolis e i commercialisti Nicola Notarnicola e Luciana Muserra. La società ha ora 60 giorni, prorogabili, per presentare il piano di concordato.

Alla fine di marzo C&C accumula debiti per 128 milioni di euro, mentre una manifestazione di interesse vincolante da 25 milioni per la cessione dei punti vendita nei Paesi baltici emerge come possibile leva per reperire liquidità. La crisi si intensifica ad aprile, quando il principale fornitore Td Syntex presenta un’istanza di fallimento per 4,7 milioni di crediti non pagati, a cui si associano poi altri due fornitori per circa 900mila euro ciascuno.

Nel frattempo, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dichiarano lo stato di agitazione e denunciano che oltre 400 dipendenti in Italia restano senza stipendio da marzo. Secondo le organizzazioni sindacali, le informazioni fornite dall’azienda sul quadro economico e finanziario risultano incomplete, mentre i circa 50 negozi italiani restano quasi senza merce a causa dei debiti accumulati con i fornitori.

Impatto occupazionale e opzioni di salvataggio

C&C nasce vent’anni fa da un singolo punto vendita a Bari e oggi conta 130 negozi in Europa, di cui 49 in Italia, oltre a 113 centri di assistenza e 1.300 dipendenti complessivi. Per il personale del gruppo nei giorni scorsi viene prevista la cassa integrazione in partenza da luglio, segnale dell’allargamento della pressione finanziaria sulle attività operative.

Le sigle sindacali chiedono chiarezza sulle prospettive di salvataggio e sollecitano ogni sforzo possibile per tutelare occupazione e continuità reddituale. I rappresentanti dei lavoratori segnalano inoltre l’urgenza di aprire un tavolo di confronto con l’azienda, anche alla luce dell’ipotesi di cedere alcune attività estere controllate da C&C per generare cassa e sostenere il piano anti-crisi.

Nella nostra precedente analisi sulla tenuta del sistema finanziario italiano abbiamo evidenziato come, nonostante le incertezze geopolitiche, i mercati continuino a funzionare in modo ordinato e la resilienza complessiva risulti in rafforzamento. L’articolo metteva anche l’accento sull’intensificazione del monitoraggio dei rischi (dall’intelligenza artificiale ai benchmark, fino a certificates e criptoattività), sottolineando l’importanza di trasparenza e vigilanza in una fase di transizione per imprese e investitori.

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