Cosa ha causato l’ultimo calo del prezzo delle azioni Eni
Eni S.p.A. (ENI) è scesa del 2,21% dopo che la pressione dei venditori è rimasta elevata a seguito della decisione finale di investimento per il progetto offshore Greater PAJ in Angola. Il movimento è confermato dal fatto che ENI quota sotto le medie mobili a 20 e 50 giorni, segnalando debolezza di breve e medio periodo nonostante una struttura di lungo termine ancora rialzista.
In evidenza
- La joint venture Azule Energy di Eni e BP ha approvato il progetto offshore Greater PAJ in Angola, con prima produzione prevista nel 2029 e un picco di 95.000 barili al giorno.
- I primi contratti per il progetto in Angola sono stati assegnati a Saipem e TechnipFMC, ampliando le attività upstream di Eni nonostante la pressione persistente sul titolo.
- Eni quota sotto le medie mobili di breve e medio periodo, con indicatori tecnici che segnalano momentum ribassista; il range atteso per i prossimi cinque giorni è €20,68-€21,35.
Espansione upstream in Angola mentre i partner affrontano la pressione sui prezzi
Eni S.p.A., insieme a BP nella joint venture Azule Energy, ha preso la decisione finale di investimento per il progetto offshore Greater PAJ in Angola. Lo sviluppo prevede 17 nuovi pozzi, con la prima produzione di petrolio attesa nel 2029 e un picco stimato fino a 95.000 barili al giorno; i primi contratti sono stati assegnati a Saipem e TechnipFMC. Tra i partner figurano Sonangol E&P ed Equinor, e l’iniziativa punta ad ampliare la presenza upstream di Eni in Angola, anche se il titolo resta sotto pressione generalizzata.
Momentum tecnico debole mentre il supporto tiene sopra la media di lungo periodo
Eni quota sotto le medie mobili a 20 e 50 giorni, rispettivamente a €22,65 e €23,03, ma resta sopra la media mobile a 200 giorni a €18,85. Questa struttura riflette pressione in vendita nel breve e medio termine, mentre il trend di lungo periodo mantiene un’impostazione rialzista. Il titolo trova una resistenza immediata a €21,09 e un supporto a €20,68, con l’Ichimoku Kijun a €22,65 che aggiunge pressione ribassista di breve periodo. Gli indicatori di momentum sono negativi: il MACD segnala vendita e l’ADX resta neutrale. L’RSI a 36,22, il CCI a -109,03 e il BBP a -0,51 indicano prevalenza dei venditori e condizioni prossime all’ipervenduto, mentre anche l’Awesome Oscillator è negativo. Oggi il prezzo è sceso a €21,02 con una volatilità intraday dell’1,94%, segnando un minimo di seduta in linea con i segnali ribassisti dei principali oscillatori.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che Eni manteneva una struttura rialzista ma avevano avvertito che segnali di ipercomprato e rischi operativi in corso potevano portare a cautela nel breve termine. Il recente momentum ribassista e i segnali di ipervenduto aggiungono una nuova dimensione, con i trader ora invitati a monitorare il supporto a €20,68 come possibile innesco per ulteriori debolezze.
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