Cosa ha causato l’ultimo calo del prezzo delle azioni Eni

Cosa ha causato l’ultimo calo del prezzo delle azioni Eni
Eni scende del 2,21% oggi a €21,02

Eni S.p.A. (ENI) è scesa del 2,21% dopo che la pressione dei venditori è rimasta elevata a seguito della decisione finale di investimento per il progetto offshore Greater PAJ in Angola. Il movimento è confermato dal fatto che ENI quota sotto le medie mobili a 20 e 50 giorni, segnalando debolezza di breve e medio periodo nonostante una struttura di lungo termine ancora rialzista.

ENI previsione del prezzo
24H -0.77%
€20.59
48H -1.06%
€20.53
7D -2.07%
€20.32
1M -8.92%
€18.9
3M 1.69%
€21.1
6M 10.31%
€22.89
12M 65.3%
€34.3
Prezzo attuale: € 20.75 -0.7550 3.51%
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In evidenza

  • La joint venture Azule Energy di Eni e BP ha approvato il progetto offshore Greater PAJ in Angola, con prima produzione prevista nel 2029 e un picco di 95.000 barili al giorno.
  • I primi contratti per il progetto in Angola sono stati assegnati a Saipem e TechnipFMC, ampliando le attività upstream di Eni nonostante la pressione persistente sul titolo.
  • Eni quota sotto le medie mobili di breve e medio periodo, con indicatori tecnici che segnalano momentum ribassista; il range atteso per i prossimi cinque giorni è €20,68-€21,35.

Espansione upstream in Angola mentre i partner affrontano la pressione sui prezzi

Eni S.p.A., insieme a BP nella joint venture Azule Energy, ha preso la decisione finale di investimento per il progetto offshore Greater PAJ in Angola. Lo sviluppo prevede 17 nuovi pozzi, con la prima produzione di petrolio attesa nel 2029 e un picco stimato fino a 95.000 barili al giorno; i primi contratti sono stati assegnati a Saipem e TechnipFMC. Tra i partner figurano Sonangol E&P ed Equinor, e l’iniziativa punta ad ampliare la presenza upstream di Eni in Angola, anche se il titolo resta sotto pressione generalizzata.

Anton Kharitonov, esperto di Traders Union, vede la pressione di vendita persistente come un segnale di forte allarme per ENI. Sottolinea che la quotazione sotto le medie mobili a 20 e 50 giorni indica una debolezza tecnica marcata. Nonostante la notizia del progetto ambizioso in Angola, si chiede se l’espansione upstream giustifichi l’attuale calo. L’analista evidenzia un momentum nettamente negativo — con MACD, RSI e CCI tutti su livelli di cautela. "Finché non vedremo un recupero stabile sopra €21,35, i rialzisti restano sulla difensiva," afferma.

Viktoras Karapetjanc, esperto di Traders Union, ritiene che la decisione finale di investimento in Angola consolidi il percorso di crescita di lungo periodo di ENI. Sottolinea che il nuovo asset aumenterà la produzione e diversificherà le riserve upstream, posizionando ENI per futuri guadagni. Karapetjanc vede la volatilità di breve termine come un’opportunità, non una minaccia. Mantiene fiducia nella struttura rialzista dell’azienda sopra la media mobile a 200 giorni. "Mi aspetto che il mercato riconosca l’espansione strategica di ENI e che le opportunità di crescita restino intatte per gli investitori pazienti," afferma.

Jainam Mehta, strategist di mercato, considera l’attuale assetto tecnico di ENI ipervenduto ma strutturalmente stabile. Sottolinea il corridoio di negoziazione ristretto, con la volatilità che offre opportunità tattiche di breve periodo. Mehta evidenzia una possibile entrata contrarian se ci sarà un rimbalzo sopra €21,35. "Un superamento della resistenza potrebbe innescare ricoperture di short, ma finché ciò non avviene restano i ribassisti a controllare la situazione," afferma.

Momentum tecnico debole mentre il supporto tiene sopra la media di lungo periodo

Eni quota sotto le medie mobili a 20 e 50 giorni, rispettivamente a €22,65 e €23,03, ma resta sopra la media mobile a 200 giorni a €18,85. Questa struttura riflette pressione in vendita nel breve e medio termine, mentre il trend di lungo periodo mantiene un’impostazione rialzista. Il titolo trova una resistenza immediata a €21,09 e un supporto a €20,68, con l’Ichimoku Kijun a €22,65 che aggiunge pressione ribassista di breve periodo. Gli indicatori di momentum sono negativi: il MACD segnala vendita e l’ADX resta neutrale. L’RSI a 36,22, il CCI a -109,03 e il BBP a -0,51 indicano prevalenza dei venditori e condizioni prossime all’ipervenduto, mentre anche l’Awesome Oscillator è negativo. Oggi il prezzo è sceso a €21,02 con una volatilità intraday dell’1,94%, segnando un minimo di seduta in linea con i segnali ribassisti dei principali oscillatori.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che Eni manteneva una struttura rialzista ma avevano avvertito che segnali di ipercomprato e rischi operativi in corso potevano portare a cautela nel breve termine. Il recente momentum ribassista e i segnali di ipervenduto aggiungono una nuova dimensione, con i trader ora invitati a monitorare il supporto a €20,68 come possibile innesco per ulteriori debolezze.

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