Bce vede inflazione sopra l'obiettivo fino alla prima metà del 2027

Bce vede inflazione sopra l'obiettivo fino alla prima metà del 2027
Inflazione alta fino al 2027

L'aumento dei prezzi dell'energia spinge l'inflazione dell'area euro a restare nettamente sopra il target per un periodo più lungo del previsto. Il rientro verso l'obiettivo della Bce è indicato solo nella seconda metà del 2027, in un quadro ancora segnato dall'incertezza legata alla guerra in Medio Oriente.

In evidenza

  • La BCE prevede che l'inflazione resterà sopra l'obiettivo fino alla prima metà del 2027 a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia.
  • La banca centrale stima un ritorno dell'inflazione in linea con il target solo nella seconda metà del 2027, favorito da un calo dell'energia e da minore crescita dei prezzi nei beni e servizi.
  • La BCE evidenzia che la guerra in Medio Oriente e i prezzi energetici elevati sono i principali rischi per la dinamica inflattiva e influenzeranno le prossime decisioni di politica monetaria nell'area euro.

Prospettive sui prezzi e orizzonte 2027

Secondo Il Sole 24 Ore, come si legge nel bollettino economico della Bce, il rialzo delle quotazioni dell'energia comporterà un ulteriore aumento dell'inflazione nel corso dell'estate, mantenendola ben al di sopra dell'obiettivo fino alla prima metà del 2027.

L'istituto centrale indica che l'inflazione dovrebbe poi tornare in linea con il target nella seconda metà del 2027, sostenuta dal calo dei prezzi dell'energia e da una minore crescita dei prezzi di alimentari, beni e servizi.

Rischi energetici e implicazioni per la politica monetaria

La Bce segnala che la guerra in Medio Oriente resta tra le principali fonti di incertezza per l'andamento dei prezzi. Più a lungo i prezzi dell'energia restano elevati, maggiore è il rischio di effetti indiretti e di secondo impatto sulle misure più ampie dell'inflazione.

Per questo il Consiglio direttivo afferma che seguirà con attenzione l'entità e la persistenza dei rincari dell'energia, oltre al modo in cui questi si trasmettono all'economia. Il quadro mantiene alta l'attenzione del mercato sulle prossime valutazioni di politica monetaria nell'area euro.

Nel nostro precedente approfondimento sul petrolio Brent e sullo Stretto di Hormuz abbiamo evidenziato come il rientro dei timori sull’offerta, dopo segnali di maggiore fluidità nei transiti e progressi nei colloqui USA-Iran, abbia riportato le quotazioni verso i livelli prebellici. L’articolo sottolineava però che i rischi non sono scomparsi, perché restano possibili nuove tensioni e avvertimenti agli armatori che potrebbero riaccendere rapidamente il premio geopolitico.

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