Natuzzi, salta il protocollo sul rilancio e aumenta il rischio per occupazione e produzione
La trattativa su un protocollo per accompagnare la fase successiva alla crisi di Natuzzi si chiude senza accordo dopo ore di confronto notturno tra azienda e sindacati. Il mancato via libera complica il percorso avviato dopo l'intesa su cassa integrazione, esodi e composizione negoziata della crisi, mentre resta aperto il nodo del trasferimento temporaneo di due linee in Romania.
In evidenza
- Il tavolo su Natuzzi si è sciolto senza accordo dopo mezza giornata di trattative, aumentando il rischio per occupazione e produzione.
- Il protocollo, bloccato sul trasferimento temporaneo in Romania di due linee produttive, prevedeva il rientro in Italia una volta superata la crisi.
- Senza il protocollo, si complica il riconoscimento dell'area di crisi per l'Alta Murgia e la gestione dei lavoratori in uscita dall'azienda.
Confronto fallito sul piano di transizione
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il tavolo si scioglie intorno all'1.30 di notte con un nulla di fatto, dopo mezza giornata di trattative, correzioni e discussioni sul documento che doveva fissare i prossimi passaggi del gruppo. Il protocollo si inserisce nella fase di transizione successiva all'accordo su cassa integrazione ed esodi e all'avvio delle procedure per la composizione negoziata della crisi.Lo scontro si concentra soprattutto sul trasferimento temporaneo in Romania di due linee di produzione di fascia medio-bassa, un punto già emerso nelle settimane precedenti e contestato dai sindacati. Nelle cinque pagine del protocollo, Natuzzi si impegna a riportare in Italia tali produzioni una volta superata l'attuale fase di crisi e di carenza di liquidità.
Effetti sul distretto dell'Alta Murgia
Il documento include anche gli impegni delle istituzioni, tra cui le Regioni Puglia e Basilicata, per sviluppare politiche attive destinate al reinserimento professionale dei lavoratori in uscita dall'azienda. È inoltre previsto l'avvio delle procedure per il riconoscimento dell'area di crisi per l'Alta Murgia, distretto che conta oltre 600 imprese ma non è ancora stato formalizzato.La sottosegretaria al Mimit Fausta Bergamotto definisce l'esito una "occasione persa" per accompagnare il rilancio del gruppo e afferma che l'obiettivo del ministero resta la salvaguardia di Natuzzi e della sua base occupazionale. Il protocollo avrebbe dovuto essere sottoposto anche al referendum dei lavoratori, ma con il fallimento della concertazione le parti procedono ora separatamente, rendendo più complesso il percorso di rilancio industriale e sociale.
Nella nostra precedente analisi sull’andamento del commercio mondiale del mobile, abbiamo evidenziato che il settore continua a crescere ma a ritmi più lenti, con una stima di +3,1% reale nel 2026 secondo Csil. L’articolo sottolineava anche come l’Italia resti il quarto esportatore globale e come, nonostante tensioni geopolitiche e incertezze tariffarie, i flussi commerciali abbiano mostrato una certa capacità di adattamento.
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