Banca d'Italia presenta il quadro 2025 della Sardegna, crescita in rallentamento ma condizioni finanziarie solide
A Cagliari viene presentato oggi il rapporto annuale della Banca d'Italia sull'economia della Sardegna, che fotografa un 2025 ancora in espansione ma con un ritmo più contenuto rispetto all'anno precedente. Il prodotto regionale aumenta dello 0,7 per cento a prezzi costanti, sostenuto da consumi, lavori pubblici e turismo, mentre emergono segnali di debolezza nell'industria e nel mercato del lavoro nella seconda parte dell'anno.
In evidenza
- La Banca d'Italia prevede per la Sardegna nel 2025 una crescita economica rallentata rispetto al 2024, trainata da investimenti pubblici e turismo estero.
- Il mercato del lavoro regionale vede un aumento dell'occupazione meno marcato, crescita delle retribuzioni contrattuali e un tasso di disoccupazione in salita nel corso dell'anno.
- I prestiti alle famiglie accelerano, quelli alle imprese si contraggono, la qualità del credito resta elevata e il debito consolidato degli enti territoriali cala più della media nazionale.
Rapporto 2025, crescita moderata e settori a velocità diverse
Come riferisce la Banca d'Italia, l'economia sarda nel 2025 continua a crescere in linea con il Mezzogiorno e leggermente sopra il dato nazionale, ma con un'intensità inferiore rispetto al 2024. La domanda interna resta positiva, con un aumento moderato dei consumi delle famiglie e una dinamica favorevole degli investimenti, soprattutto nei lavori pubblici legati anche all'avanzamento del PNRR.La domanda estera si riduce nella seconda parte dell'anno, anche per l'inasprimento delle tensioni nel commercio internazionale. Nell'industria il quadro congiunturale resta debole e calano le vendite all'estero dei beni alimentari, tra le principali produzioni regionali; il comparto lattiero-caseario risulta inoltre più esposto alle politiche commerciali del governo degli U.S. rispetto ad altri segmenti dell'industria alimentare sarda.
Le costruzioni mostrano invece una crescita, trainata ancora dai lavori pubblici, mentre l'edilizia residenziale privata registra una dinamica negativa. Nei servizi prosegue una moderata espansione e il turismo sostiene l'attività, con una crescita robusta della domanda soprattutto estera; anche il commercio beneficia dell'aumento dei consumi sul territorio.
Lavoro, credito e finanza locale sotto osservazione
Il mercato del lavoro regionale nel 2025 registra un aumento dell'occupazione, ma meno marcato rispetto all'anno precedente. Dopo una prima parte dell'anno favorevole, dai mesi estivi emerge un calo; si rafforza la domanda di contratti a tempo indeterminato, mentre diminuisce quella per le posizioni a termine, e l'aumento della partecipazione al mercato del lavoro spinge in alto il tasso di disoccupazione.Le retribuzioni contrattuali crescono in linea con la media nazionale, ma nel lungo periodo la dinamica reale resta negativa e i livelli risultano ancora sotto quelli precedenti alla crisi del 2008. L'espansione dell'occupazione e l'aumento delle retribuzioni sostengono il reddito disponibile nominale delle famiglie, mentre il potere d'acquisto sale nonostante una lieve ripresa dell'inflazione; i consumi aumentano moderatamente e la componente turistica incide in Sardegna più che nel resto del Paese, in particolare grazie alla spesa degli stranieri.
Il credito al settore privato non finanziario aumenta leggermente, con un'accelerazione dei prestiti alle famiglie e una contrazione di quelli alle imprese. La qualità del credito resta elevata, il tasso di deterioramento sale per le imprese ma scende per le famiglie, mentre crescono depositi bancari e titoli in custodia; parallelamente continua la riduzione della densità degli sportelli bancari e aumenta l'uso dei canali digitali.
Sul fronte della finanza pubblica territoriale, la spesa degli enti sardi aumenta sia nella parte corrente sia in conto capitale, anche grazie al PNRR. Negli ultimi due anni crescono nettamente gli investimenti tecnologici dei Comuni, si rafforzano i servizi digitali e il debito consolidato degli enti territoriali della regione diminuisce nel 2025 più intensamente rispetto al dato nazionale.
Nel nostro precedente articolo sui 506 milioni stanziati dal Ministero delle Imprese per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel Mezzogiorno abbiamo spiegato come la misura punti soprattutto su Pmi e reti d’impresa, con agevolazioni tra finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto. Abbiamo anche ricordato che l’assegnazione avverrà tramite graduatoria basata su solidità del proponente, qualità e livello di innovazione dei progetti, con l’obiettivo di generare ricadute industriali sul territorio.
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