Il ministero delle Imprese destina quasi 506 milioni a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel Mezzogiorno, con una quota prevalente riservata alle Pmi. Le misure riguardano sette regioni del Sud e sostengono iniziative tra 1 e 5 milioni di euro nei campi dell'intelligenza artificiale, della cybersicurezza e dei sistemi avanzati di produzione.
In evidenza
- Il governo stanzia 506 milioni per finanziare ricerca e sviluppo delle Pmi e reti d'impresa del Mezzogiorno, con il 60% riservato a queste categorie.
- Le agevolazioni prevedono finanziamenti agevolati pari al 40% dei costi senza garanzie e contributi diretti dal 30% al 40% secondo la dimensione aziendale.
- I fondi saranno assegnati tramite graduatoria basata su solidità, qualità, innovazione e impatto industriale, con 279,7 milioni dal Fondo per la crescita sostenibile e 225,8 milioni da vecchi programmi.
Sostegno pubblico e impatto atteso nel Sud
Il 60% delle risorse è riservato a Pmi e reti d'impresa, e all'interno di questa quota il 25% è destinato a micro e piccole imprese. Le agevolazioni combinano un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi, senza garanzie, con un contributo diretto differenziato, del 40% per le piccole imprese, del 35% per le medie e del 30% per le grandi.Per gli organismi di ricerca il contributo arriva fino al 60% per le attività di ricerca industriale e al 40% per lo sviluppo sperimentale. Il tasso agevolato è fissato al 20% del tasso di riferimento Ue vigente alla data della concessione, mentre la dotazione complessiva comprende 279,7 milioni dal Fondo per la crescita sostenibile e 225,8 milioni da contributi di precedenti programmazioni.
L'accesso ai fondi avviene tramite graduatoria basata su criteri quali quantitativi che misurano la solidità del proponente, la qualità della proposta e l'impatto industriale. Tra gli elementi valutati figurano la capacità di rimborso del finanziamento, il livello di innovazione del progetto e la possibilità di generare ricadute positive anche in altri settori produttivi del Mezzogiorno.
Nel nostro precedente articolo sul fabbisogno di investimenti post Pnrr delle utility italiane abbiamo evidenziato le stime di Utilitalia su circa 19,5 miliardi di euro l’anno necessari per reti idriche, rifiuti ed energia. Il pezzo spiegava anche la proposta di un basket bond di comparto per facilitare l’accesso al mercato dei capitali, sostenere programmi di medio-lungo periodo e rafforzare gli interventi nelle aree dove il divario infrastrutturale è più marcato, in particolare nel Mezzogiorno.
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