ICOP approva il piano al 2029 e punta a ricavi fino a 950 milioni
A due anni dalla quotazione, ICOP definisce la nuova traiettoria di crescita industriale con obiettivi di espansione nei mercati sviluppati e maggiore redditività entro il 2029. Il piano 2026-2029 esclude gli effetti dell'offerta pubblica di scambio su Trevi, il cui perfezionamento è atteso entro il quarto trimestre 2026.
In evidenza
- Il consiglio di amministrazione di ICOP approva il Piano Industriale 2026-2029, puntando sulle aree Nord America ed Europa e sull'espansione tramite M&A mirate.
- ICOP stima ricavi tra 610 e 640 milioni di euro nel 2026 e tra 900 e 950 milioni nel 2029, con CAGR del 15-17% e EBITDA fino a 190 milioni.
- Il backlog di circa 1,5 miliardi di euro, pari a 2,9 volte i ricavi 2025, rafforza la visibilità operativa e la crescita nei segmenti specialistici.
Obiettivi industriali e crescita internazionale
Come riportato da Borsa Italiana, il consiglio di amministrazione della società di ingegneria del sottosuolo quotata su Euronext Growth Milan ha approvato il Piano Industriale 2026-2029 sulla base dell'attuale perimetro operativo. La strategia si fonda su mercati di riferimento in crescita strutturale, con focus su Nord America ed Europa per dimensione, redditività e stabilità.Il gruppo articola il piano su tre direttrici operative. Nelle fondazioni speciali assegna priorità all'espansione negli Stati Uniti attraverso le tecnologie core del gruppo; nel microtunneling punta a rafforzare la leadership europea e ad accelerare l'ingresso negli U.S.; nelle opere marittime concentra l'attenzione sui porti italiani e sulle opportunità di crescita nei principali porti U.S.
ICOP intende inoltre accelerare la crescita attraverso operazioni di M&A mirate, seguendo criteri selettivi che includono la presenza in regioni ad alto potenziale, relazioni mature con contractor locali, complementarietà industriale, competenze tecniche specialistiche e opportunità di scale-up.
Target finanziari e implicazioni per il settore
I target economico-finanziari indicano ricavi compresi tra 610 e 640 milioni di euro nel 2026 e tra 900 e 950 milioni nel 2029, con un CAGR del 15-17%. L'EBITDA è atteso tra 105 e 115 milioni nel 2026 e tra 170 e 190 milioni nel 2029, mentre gli investimenti sono previsti tra 30 e 35 milioni nel 2026 e tra 40 e 45 milioni nel 2029.Nel periodo 2026-2029 il gruppo prevede inoltre investimenti cumulati in ricerca e sviluppo per 15-20 milioni di euro. La crescita poggia su un backlog di circa 1,5 miliardi di euro, pari a circa 2,9 volte i ricavi 2025, un elemento che rafforza la visibilità operativa del piano e sostiene l'espansione in segmenti specialistici dell'ingegneria del sottosuolo.
L'amministratore delegato Piero Petrucco afferma che, a due anni dalla quotazione, il gruppo ha raggiunto tutti gli obiettivi strategici dell'IPO e ha costruito, anche grazie alle acquisizioni, una piattaforma unica nel settore. Secondo il manager, il nuovo piano apre il prossimo capitolo della crescita con ricavi attesi tra 900 e 950 milioni di euro al 2029 e una redditività in ulteriore espansione.
Nel nostro precedente articolo sulla crescita internazionale di Mutti abbiamo evidenziato l’aumento delle vendite nei primi mesi del 2025 e il peso dell’export, ormai oltre il 60% del fatturato. Abbiamo inoltre analizzato il contesto negli U.S., tra rimborsi e possibili rialzi dei dazi, e il piano di investimenti pluriennale avviato per rafforzare la produttività e contenere l’aumento dei costi di energia e trasporti.
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