Mutti accelera sulle vendite e prepara 100 milioni di investimenti
Alla vigilia della nuova campagna di raccolta e lavorazione del pomodoro, Mutti arriva con una crescita delle vendite del 5% nei primi mesi dell'anno. L'espansione sui mercati esteri supera il 60% del fatturato e sostiene il gruppo in una fase segnata da dazi, tensioni geopolitiche e costi produttivi in aumento.
In evidenza
- Mutti registra una crescita delle vendite del 5% nei primi mesi del 2025, superando l'aumento del fatturato del 4% a oltre 770 milioni di euro nel 2024.
- In U.S., Mutti ottiene la restituzione parziale dei dazi dopo la sentenza della Corte Suprema, ma avverte sui rischi di un possibile ulteriore rialzo del 10%.
- Il gruppo lancia un piano d'investimenti da 100 milioni di euro su quattro anni per rafforzare la produttività e mitigare l'aumento dei costi energetici e di trasporto.
Export e dazi nella campagna del pomodoro
Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'azienda guidata dall'amministratore delegato Francesco Mutti registra un andamento positivo in 105-106 mercati, con l'Europa trainata da UK e Germania e una crescita anche nell'Est Europa, dove ha aperto una filiale in Polonia.Il gruppo segnala risultati favorevoli anche in Australia e negli U.S., dove si colloca tra i primi brand del comparto e indica di essere l'azienda con la crescita più rapida. Nei primi mesi dell'anno l'incremento delle vendite del 5% supera così la crescita del fatturato registrata nel 2025, quando i ricavi hanno oltrepassato 770 milioni di euro con un aumento del 4%.
Negli U.S. Mutti afferma inoltre di essere tra le poche aziende che hanno ottenuto una restituzione parziale dei dazi, dopo la sentenza della Corte Suprema che ha respinto l'aumento delle tariffe dall'11 al 15%. La società avverte però che il beneficio rischia di restare limitato, perché è in discussione un ulteriore rialzo del 10% che potrebbe annullare l'effetto del rimborso.
Costi in crescita e piano di efficientamento
Secondo l'amministratore delegato, le criticità sui mercati internazionali non dipendono soltanto dai dazi ma soprattutto dal clima di incertezza, che sta facendo salire i costi di produzione, a partire da energia e trasporti.Nella prima parte dell'anno il gruppo è stato impegnato nel cambio del sistema informatico, intervento inserito insieme ad altre misure di efficientamento produttivo in un piano di investimenti da 100 milioni di euro su quattro anni. Il programma punta a rafforzare l'organizzazione industriale della società in una fase in cui la pressione sui costi resta uno dei principali fattori di rischio per il settore conserviero.
Nel nostro precedente approfondimento sull’Annuario statistico 2026 Istat-ICE dedicato a commercio estero e attività internazionali delle imprese abbiamo spiegato che la consultazione online mette a disposizione un ampio set di tavole e grafici su scambi, servizi e investimenti, con nuove sezioni tematiche interattive. Abbiamo inoltre evidenziato l’accesso ai microdati 2024 del registro TEC-FrameSBS tramite il laboratorio ADELE, utile per analizzare export/import e performance delle aziende, e il valore dell’integrazione con altre basi dati per valutare competitività e sostenibilità.
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