Italia e Francia rafforzano le misure per proteggere la filiera moda in Europa
Il coordinamento tra Italia e Francia sulla moda si concentra sulle difese commerciali europee e sugli incentivi nazionali per sostenere gli investimenti del comparto. Tra le misure richiamate figurano il nuovo dazio fisso sui piccoli pacchi extra Ue e fondi dedicati alle Pmi della filiera.
In evidenza
- Italia e Francia promuovono dal 1° luglio un dazio doganale fisso di 3 euro su pacchi sotto 150 euro provenienti da Paesi extra Ue.
- Il credito d'imposta per design e ideazione estetica ha raggiunto la copertura di 60 milioni di euro in poche ore con oltre 400 pratiche presentate.
- La legge annuale sulle Pmi e il piano Transizione 5.0 offrono fino a 10 miliardi di euro totali di agevolazioni per innovazione e investimenti nella filiera moda.
Misure europee e incentivi per la filiera
Come riferito da Borsa Italiana, nel corso dell'incontro il ministro Adolfo Urso e Martin discutono dell'impulso dato dai due Paesi alla Commissione europea per contrastare il fenomeno dell'ultra-fast fashion, favorendo l'entrata in vigore dal primo luglio di un dazio doganale fisso di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra Ue.Nella seconda parte del tavolo vengono affrontate anche le misure che il governo mette in campo per il settore. Viene ricordato che il credito d'imposta per design e ideazione estetica raggiunge in poche ore dall'apertura della piattaforma la dotazione disponibile di 60 milioni di euro, con oltre 400 pratiche presentate.
La legge annuale sulle Pmi destina inoltre alle filiere del comparto moda fino a 100 milioni di euro per i mini contratti di sviluppo, finalizzati a sostenere programmi di investimento di importo non inferiore a 1 milione di euro e non superiore a 20 milioni. Urso annuncia che sono in corso i lavori preparatori per definire il decreto attuativo che dovrà stabilire condizioni e modalità per la concessione delle agevolazioni.
Impatto sul sistema moda italiano
Le misure richiamate puntano a rafforzare la competitività dell'industria italiana della moda in un contesto europeo segnato dalla pressione dei flussi a basso costo provenienti da Paesi extra Ue. Il sostegno agli investimenti e il filtro commerciale sui piccoli invii si inseriscono in una strategia più ampia di tutela della filiera.Urso richiama infine il rifinanziamento della nuova Sabatini e il successo del piano Transizione 5.0, che può contare su quasi 10 miliardi di euro di agevolazioni e su una programmazione triennale. L'insieme degli strumenti amplia il supporto pubblico disponibile per innovazione, ammodernamento produttivo e tenuta finanziaria delle imprese del settore.
Nel nostro precedente articolo sul rallentamento degli ordini di macchine utensili nel secondo trimestre 2026 abbiamo evidenziato un calo marcato della domanda, soprattutto sul mercato italiano, legato anche all’attesa delle norme attuative di Transizione 5.0. L’analisi sottolineava inoltre come incertezze geopolitiche e frenata degli investimenti (in particolare nell’automotive) stiano pesando sulle decisioni di spesa delle imprese, con effetti a catena sulla filiera industriale.
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