Crédit Agricole punta al 29,9% di Banco Bpm nel risiko bancario italiano
Le mosse di Crédit Agricole in Italia tornano al centro dell’attenzione mentre il gruppo francese valuta un rafforzamento della propria presenza in Banco Bpm, restando sotto la soglia che farebbe scattare un’offerta pubblica di acquisto. L’operazione, se confermata nei fatti oltre che nelle intenzioni, avrebbe implicazioni rilevanti sia per gli obblighi di comunicazione al mercato sia per i futuri equilibri del consolidamento bancario nazionale.
In evidenza
- Crédit Agricole ha informato il Mef dell'intenzione di salire fino al 29,9% di Banco Bpm, senza superare la soglia Opa.
- Il superamento del 25%, anche tramite derivati, impone la comunicazione a Consob e la dichiarazione degli obiettivi sui prossimi sei mesi.
- I quattro consiglieri Crédit Agricole nel board di Banco Bpm hanno votato il 7 giugno a favore della fusione paritetica con Mps, mentre Intesa Sanpaolo prepara una Opas su Siena.
Avvicinamento alla soglia del 30%
Come riportato da Radiocor su Il Sole 24 Ore, Crédit Agricole avrebbe informato preventivamente il governo attraverso il Mef della volontà di salire a ridosso del 30% di Banco Bpm, senza però oltrepassare la soglia che obbligherebbe al lancio di un’Opa. Da Parigi, per ora, non arrivano commenti ufficiali.Dopo giorni di indiscrezioni non confermate, il mercato guarda alla possibilità che la banca francese sia vicina al 29,9% dell’istituto milanese anche tramite una posizione sintetica in derivati. Se il rafforzamento venisse confermato, il profilo regolamentare assumerebbe un peso immediato.
Il superamento del 25%, anche attraverso una posizione sintetica, comporta infatti secondo il Regolamento Emittenti della Consob l’obbligo di comunicazione alla società target e alla Consob entro pochi giorni dall’operazione. Scatterebbe inoltre la dichiarazione sugli obiettivi dei sei mesi successivi, con l’eventuale indicazione di ulteriori acquisti e di possibili finalità di controllo o di influenza sulla gestione.
Scenari aperti nel consolidamento del settore
Crédit Agricole considera da tempo Banco Bpm un investimento strategico da presidiare nel suo secondo mercato dopo la Francia. Ad aprile il management non aveva escluso ulteriori incrementi oltre il 22,9%, pur chiarendo che l’autorizzazione della Bce mira a consentire un’influenza significativa senza assunzione del controllo.Questa influenza passa già anche dalla presenza di quattro consiglieri nel board di Banco Bpm, che il 7 giugno avrebbero votato con il resto del consiglio a favore della proposta di fusione alla pari con Mps. La mossa di Piazza Meda prova così a contrastare l’Opas che Intesa Sanpaolo sta preparando in parallelo su Siena, anche se appare difficile che il gruppo francese voglia opporsi al tandem Intesa Sanpaolo-Unipol nella partita su Mps, dove servirebbe un’offerta in contanti superiore ai 3 miliardi già messi sul tavolo da Ca’ de Sass.
Più plausibile è che Crédit Agricole voglia mantenere flessibilità nel nuovo risiko bancario italiano. Ad aprile la Cfo Clotilde L’Angevin aveva definito il gruppo un soggetto pronto a giocare in diversi scenari, mentre all’Investor Day di novembre era stato ribadito l’obiettivo di restare azionista di lungo periodo di Banco Bpm.
Tra le opzioni sul tavolo resta anche una possibile combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia. Il ceo Olivier Gavalda aveva indicato che un’eventuale proposta in questa direzione verrebbe valutata molto positivamente, mentre una cessione cash della controllata italiana resta fuori discussione.
Nel nostro precedente approfondimento sul Forum economico Italia-Francia di Le Cannet e sul vertice intergovernativo tra Roma e Parigi, abbiamo evidenziato la firma della Dichiarazione d’Intenti tra i ministri Tajani e Barrot e l’obiettivo di rafforzare la cooperazione economica bilaterale. Abbiamo inoltre riportato i dati sull’interscambio in crescita e i nuovi strumenti operativi presentati per sostenere imprese e investimenti tra i due Paesi, un contesto che aiuta a leggere anche le mosse dei gruppi francesi nel mercato italiano.
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