Sicilia, la filiera dello shipping genera 900 milioni ma resta concentrata fuori regione
L'economia marittima siciliana pesa tra le più rilevanti in Italia per numero di imprese, occupazione e valore aggiunto, ma una larga parte della catena del valore continua a svilupparsi oltre i confini dell'Isola. Il comparto conta in media 275 società di capitali tra il 2019 e il 2023, oltre 7 mila addetti e circa 900 milioni di euro l'anno, mentre acquisti e fatturato si concentrano prevalentemente fuori dalla regione.
In evidenza
- Sicilian shipping sector averaged 275 companies between 2019 and 2023, representing 9 percent of the national total and employing over 7,000 people.
- La filiera dello shipping in Sicilia genera circa 900 milioni di euro di valore aggiunto annuo, pari a quasi il 20 per cento della ricchezza prodotta dal settore in Italia.
- Nonostante il peso nazionale, la Sicilia non trattiene i segmenti più remunerativi dello shipping, evidenziando un'offerta locale di servizi ancora limitata.
Peso economico e impatto sul sistema regionale
Nel perimetro dello shipping rientrano le Autorità di sistema portuale, il trasporto marittimo e costiero di merci e passeggeri, i servizi connessi al trasporto, la movimentazione merci, gli spedizionieri, le agenzie doganali e le imprese autorizzate a operare nelle aree portuali. Il comparto riunisce quindi armatori, terminal, logistica, servizi e intermediazione in una filiera ampia che incide direttamente sulla struttura produttiva regionale.Tra il 2019 e il 2023, le società di capitali siciliane attive nello shipping sono in media 275, pari al 9 per cento del totale nazionale. Occupano oltre 7 mila dipendenti e generano circa 900 milioni di euro di valore aggiunto annuo, cioè quasi il 15 per cento dell'occupazione italiana del settore e poco meno del 20 per cento della ricchezza prodotta dallo shipping nel Paese.
Il dato conferma la rilevanza nazionale del mare per la Sicilia, ma mette anche in evidenza il divario tra capacità di generare attività e capacità di trattenere sull'Isola i segmenti più remunerativi della filiera. Per il tessuto economico regionale, il nodo resta quindi l'espansione di fornitori locali e servizi specializzati in grado di intercettare una quota più elevata del valore creato dal comparto.
Nel nostro precedente articolo sulla cooperazione marittima tra Italia e Francia abbiamo spiegato che, al vertice intergovernativo, i due Paesi hanno firmato dichiarazioni per rafforzare la dimensione marittima del Trattato del Quirinale. L’intesa punta su economia blu, ricerca e digitalizzazione, con effetti attesi sulla competitività delle filiere marittime europee, sulle interconnessioni strategiche e sulle infrastrutture di ricerca.
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