Antitrust infligge 2,5 milioni di multe per ambush marketing su Milano Cortina 2026

Antitrust infligge 2,5 milioni di multe per ambush marketing su Milano Cortina 2026
Multe per ambush marketing

A pochi mesi dalla conclusione dei Giochi invernali, l'Antitrust chiude una serie di procedimenti su campagne promozionali collegate al brand olimpico Milano Cortina 2026. Le sanzioni, per un totale di 2,5 milioni di euro, riguardano sei società accusate di aver creato un collegamento ingannevole con gli sponsor ufficiali dell'evento.

In evidenza

  • L'Antitrust ha inflitto multe complessive per 2,5 milioni di euro a Harmont&Blaine, Rialto, MD, Magazzini Gabrielli, RetailPro e Butan Gas per ambush marketing su Milano Cortina 2026.
  • Le aziende sanzionate hanno promosso campagne pubblicitarie usando simboli e denominazioni olimpiche senza essere sponsor ufficiali, inducendo in errore il pubblico.
  • Il caso rafforza le tutele sui marchi e diritti commerciali dei grandi eventi sportivi, portando a un possibile inasprimento delle regole per le future iniziative promozionali in Italia.

Sanzioni e accertamenti sull'uso dei simboli olimpici

Come riferisce una nota dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, secondo Il Sole 24 Ore, i procedimenti avviati da gennaio 2026 si concludono con multe complessive per 2,5 milioni di euro nei confronti di Harmont&Blaine, Rialto, MD, Magazzini Gabrielli, RetailPro e Butan Gas.

L'Autorità accerta che le società, pur non essendo sponsor ufficiali dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026, realizzano un collegamento tra i propri marchi e le Olimpiadi, inducendo in errore il pubblico sull'identità degli sponsor ufficiali.

Secondo quanto indicato dall'Antitrust, durante il periodo di svolgimento dei Giochi le aziende portano avanti campagne pubblicitarie e attività promozionali che riproducono o richiamano i simboli olimpici, compresi i cinque cerchi, gli emblemi e denominazioni ufficiali come “Milano-Cortina” e “Milano-Cortina2026”.

Quadro normativo e impatto per il mercato promozionale

L'istruttoria nasce da un'attività di monitoraggio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, mentre l'Autorità esercita i poteri previsti dal D.L. n. 16/2020, convertito nella Legge n. 31/2020, in materia di ambush marketing.

Per l'Autorità, gli elementi utilizzati nelle campagne risultano idonei a configurare un'attività parassitaria in violazione del divieto previsto dall'articolo 10 del decreto. Il caso rafforza così l'applicazione delle tutele sui marchi e sui diritti commerciali legati ai grandi eventi sportivi, con possibili effetti più rigorosi sulle future iniziative promozionali della distribuzione e dei marchi consumer in Italia.

Nella nostra precedente notizia sull’operazione della Guardia di Finanza ad Avellino abbiamo raccontato la scoperta di ricavi non dichiarati legati ad attività di cartomanzia e chiromanzia, con un volume d’affari superiore a 130.000 euro e un’evasione fiscale stimata oltre 50.000 euro. Gli accertamenti hanno inoltre rilevato l’indebita percezione di circa 30.000 euro di Reddito di cittadinanza tra il 2019 e il 2022, con segnalazioni all’Autorità giudiziaria, alla Corte dei Conti e all’INPS per revoca e recupero delle somme.

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