Trevi boccia l'Ops di Icop, il cda giudica non congruo il corrispettivo
Nel confronto per il controllo di Trevi si aggiunge un nuovo passaggio decisivo, con il consiglio di amministrazione che respinge all'unanimità l'offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria promossa da Icop. La valutazione arriva mentre sul gruppo delle fondazioni speciali pesa anche una seconda proposta concorrente, quella in contanti annunciata da Webuild il 29 luglio 2026.
Punti chiave
- Il cda di Trevi ha giudicato non congruo l'Ops di Icop da circa 273 milioni di euro, con corrispettivo solo azionario di 4,163 euro per azione.
- Le sinergie presentate da Icop sono considerate incerte e poco valorizzanti, mentre la componente interamente azionaria dell'offerta aumenta i rischi per gli azionisti Trevi.
- Webuild ha annunciato una Opa totalitaria cash a 4,50 euro per azione, creando un contesto competitivo che rende incerto l'esito delle operazioni su Trevi.
Valutazione del cda sull'offerta da 273 milioni
Secondo Il Sole 24 Ore, come si legge in una nota della società, il consiglio di amministrazione di Trevi ritiene che il corrispettivo proposto da Icop non sia congruo dal punto di vista finanziario e che l'offerta non sia conveniente per gli azionisti del gruppo.L'Ops, annunciata da Icop lo scorso 28 giugno e finalizzata al delisting di Trevi, prevede un corrispettivo esclusivamente azionario pari a 0,133 azioni ordinarie Icop di nuova emissione per ogni azione Trevi. Il prezzo implicito dell'offerta è indicato in 4,163 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 273 milioni di euro.
Secondo il cda di Trevi, il valore offerto non riflette in alcun modo il valore della società. Il consiglio osserva inoltre che le motivazioni industriali dell'operazione si fondano in misura rilevante su sinergie giudicate incerte e difficilmente valutabili, elementi che non risultano adeguatamente riconosciuti nel corrispettivo proposto.
Il board aggiunge che una parte significativa dei benefici prospettati sembra derivare dall'accesso alla piattaforma internazionale, alle relazioni commerciali, alle competenze tecniche e al posizionamento competitivo già sviluppati da Trevi. In questo quadro, l'effettivo contributo incrementale dell'integrazione con Icop appare di più difficile valutazione, mentre il valore del corrispettivo resta esposto alle incertezze legate a un'offerta composta interamente da azioni Icop.
Scenario competitivo con l'offerta Webuild
Il dossier si complica ulteriormente con la presenza di una seconda offerta sul capitale di Trevi. Il 29 luglio 2026 Webuild annuncia infatti la decisione di promuovere un'Opa volontaria totalitaria sulle azioni della società, con un corrispettivo interamente in denaro pari a 4,50 euro per azione.Per il consiglio di Trevi, la coesistenza di due offerte concorrenti, diverse per natura del corrispettivo, condizioni di efficacia e soglie minime, rende al momento non prevedibile l'esito finale delle operazioni. Il board sottolinea anche che l'eventuale ricorso a rilanci colloca la decisione degli azionisti in un contesto di maggiore incertezza.
Trevi resta uno dei principali operatori mondiali nelle fondazioni speciali e nell'ingegneria del sottosuolo, mentre Icop, società benefit quotata su Euronext Growth Milan, opera negli stessi segmenti, dal microtunnelling all'ingegneria del sottosuolo. Il progetto industriale presentato da Icop punta a creare il quarto operatore mondiale del settore e un campione italiano capace di valorizzare il know how e le competenze tecniche delle due realtà.
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