Corte dei conti segnala limiti nelle procedure di risanamento dei Comuni in crisi

Corte dei conti segnala limiti nelle procedure di risanamento dei Comuni in crisi
Limiti nei risanamenti comunali

Aggiornata al 31 dicembre 2025, la mappa delle difficoltà finanziarie comunali mostra un numero contenuto di enti coinvolti sul totale nazionale ma un impatto ancora rilevante su popolazione e debiti. La valutazione evidenzia che la tenuta complessiva del comparto non elimina criticità strutturali legate all'efficacia e alla durata degli strumenti di riequilibrio e dissesto.

Punti chiave

  • La Corte dei conti rileva che il 6,1% dei Comuni italiani gestisce 485 procedure di crisi finanziaria, coinvolgendo circa 6,5 milioni di abitanti e 6,2 miliardi di euro di massa passiva.
  • Solo il 16,1% delle procedure di riequilibrio si conclude positivamente mentre il 35,2% evolve in dissesto; nel 2025, 14 dei 23 dissesti hanno seguito un riequilibrio fallito.
  • Dal 2007 solo il 17,1% dei dissesti si chiude entro 5 anni, con 99 procedure su 227 ancora attive che superano il termine, indicando criticità strutturali di durata.

Relazione al Parlamento su procedure e risultati

Secondo Corte dei conti, che cita la Sezione delle autonomie, la Sezione delle autonomie ha approvato con la Delibera n. 15/SEZAUT/2026/FRG la Relazione al Parlamento sui Comuni in situazione di crisi finanziaria. Il documento, aggiornato al 31 dicembre 2025, combina analisi normativa, esame dei dati e lettura territoriale per valutare se le procedure di risanamento riescono a riportare gli enti verso un equilibrio finanziario stabile e duraturo.

Nel complesso, il quadro descritto indica un sistema comunale generalmente solido, con 485 procedure attive riferite a 484 enti, pari al 6,1% dei Comuni italiani. Le situazioni di crisi conclamata coinvolgono però circa 6,5 milioni di abitanti e una massa passiva stimata in 6,2 miliardi di euro. Dall'introduzione degli strumenti attuali risultano inoltre attivate 1.448 procedure, di cui 818 dissesti e 630 riequilibri, relative a 1.033 Comuni.

Impatto delle criticità sul sistema locale

Tra gli elementi più rilevanti, la magistratura contabile segnala la limitata efficacia delle procedure di riequilibrio. Solo il 16,1% dei riequilibri avviati risulta formalmente concluso, mentre il 35,2% sfocia nel dissesto; dei 23 dissesti dichiarati nel 2025, 14 sono preceduti da un riequilibrio non andato a buon fine.

Un secondo nodo riguarda la durata delle procedure. Dal 2007 solo il 17,1% dei dissesti si conclude entro il quinquennio previsto, mentre 99 dei 227 dissesti ancora attivi superano quel termine; secondo la Corte dei conti, il protrarsi delle crisi può incidere sulla reale capacità degli enti di raggiungere un equilibrio finanziario stabile.

Nella nostra precedente analisi sulla richiesta italiana in sede Ue di considerare l’impatto dell’inflazione più alta del previsto sui conti pubblici, abbiamo ricostruito la lettera inviata dal governo alla Commissione Europea e le ragioni legate a parametri di bilancio basati su stime ormai superate. L’articolo evidenziava anche come le pressioni inflazionistiche incidano su voci di spesa automatica, come pensioni e assegno unico, spingendo l’Italia a portare il tema all’attenzione di Ecofin e Consiglio Europeo.

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