Previsione del prezzo dell'argento: XAG scivola a 42 dollari mentre si profila la decisione della Fed sui tassi di interesse

Previsione del prezzo dell'argento: XAG scivola a 42 dollari mentre si profila la decisione della Fed sui tassi di interesse
Il prezzo dell'argento si consolida vicino a 42 dollari, in attesa delle indicazioni della Fed sulla politica da seguire

I prezzi dell'argento sono scesi a circa 42 dollari l'oncia mercoledì, arretrando di oltre l'1% rispetto ai massimi di 14 anni, mentre gli operatori hanno messo al sicuro i profitti in vista dell'annuncio della politica della Federal Reserve. La flessione segue un rally alimentato dalle aspettative di allentamento, dalla robusta domanda industriale e dalla persistente debolezza del dollaro.

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I punti salienti

- L'argento torna a 42 dollari in vista della decisione sul taglio dei tassi della Fed, con un calo di oltre l'1% rispetto ai massimi pluriennali.

- La domanda industriale di energia solare e di veicoli elettrici continua a ridurre l'offerta, nonostante le prese di profitto a breve termine.

- Una Fed dovish potrebbe spingere i prezzi verso i 43 dollari, mentre la cautela potrebbe estendere il consolidamento.

I mercati attendono ora chiarezza sul percorso della Fed, il cui esito potrebbe determinare l'estensione dell'avanzata dell'argento o un ulteriore consolidamento.

La Fed al centro dell'attenzione: i mercati valutano tre tagli

Si prevede che la Fed effettuerà oggi un taglio dei tassi di 25 punti base, il primo del 2025, e i mercati dei futures prevedono quasi tre riduzioni prima della fine dell'anno. L'ipotesi di un allentamento è stata rafforzata dal raffreddamento del mercato del lavoro, anche se la domanda dei consumatori mostra una certa resistenza. Le vendite al dettaglio di agosto sono aumentate dello 0,6%, mentre il gruppo di controllo legato al PIL è salito dello 0,7% per il quarto mese consecutivo.

Dinamica del prezzo dell'argento (Fonte: TradingView)

Questa divergenza tra l'indebolimento dell'occupazione e la stabilità dei consumi ha accentuato l'attenzione sul dot plot aggiornato della Fed e sulle osservazioni del presidente Jerome Powell. Un atteggiamento dovish potrebbe accelerare i flussi verso i metalli preziosi, mentre un messaggio più cauto potrebbe indurre ulteriori prese di profitto. A livello globale, la divergenza delle banche centrali aggiunge contesto: la Bank of Canada e la People's Bank of China sono destinate ad allentare la pressione, mentre la Bank of Japan e la Bank of England dovrebbero rimanere ferme, rafforzando l'ampio appeal dell'argento.

Domanda industriale e struttura tecnica

Il rally dell'argento rimane sostenuto dal forte consumo industriale, in particolare per quanto riguarda i pannelli solari, i veicoli elettrici e l'elettronica. Con la limitazione dell'offerta delle miniere, questi fattori di domanda hanno dato al mercato un sostegno strutturale più profondo rispetto alla sola impennata speculativa.

Sui grafici, l'argento è stato scambiato all'interno di un esteso canale ascendente dalla fine di agosto. La zona di 41,65-41,80 dollari, allineata con il 20-EMA, funge ora da supporto a breve termine. I supporti più profondi si trovano a 40,86 e 39,79 dollari, corrispondenti alla 100-EMA e alla 200-EMA. La resistenza è vista intorno a 42,50 dollari, con un breakout che aprirebbe la strada a 43,50 dollari. L'RSI è sceso a 39 dai recenti livelli di ipercomprato, lasciando spazio al rialzo se gli acquirenti dovessero riprendere il controllo.

Prospettive in vista delle dichiarazioni di Powell

La traiettoria a breve termine dipende dal tono della Fed. Una svolta dovish potrebbe spingere l'argento verso i 43 dollari, mentre la cautela potrebbe far sì che i prezzi si consolidino nell'intervallo 41-42 dollari. A lungo termine, la combinazione di allentamento delle politiche, diversificazione delle banche centrali e fattori di crescita industriale indica una continua resistenza.

Nella nostra recente analisi, abbiamo evidenziato lo slancio dell'argento al di sopra di 41 dollari come soglia chiave, sostenuto dalla crescita industriale e dalle aspettative di allentamento monetario degli Stati Uniti. Questi fattori rimangono intatti e l'attuale pausa riflette il posizionamento piuttosto che un cambiamento nel più ampio trend rialzista.

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