Il gas naturale si stabilizza vicino a 3,39 dollari mentre il clima freddo e i rischi geopolitici alzano le prospettive della domanda
I prezzi del gas naturale si sono mantenuti intorno ai 3,39 dollari martedì, estendendo il loro rimbalzo dai minimi di fine settembre vicino a 3,10 dollari. Il rally è stato alimentato dalle previsioni di clima più freddo in Europa, dalle crescenti tensioni geopolitiche sull'offerta e dalle aspettative di una maggiore domanda invernale.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
I punti salienti
- Il gas naturale viaggia vicino a 3,39 dollari, estendendo il recupero dai minimi di fine settembre.
- Il clima più freddo e le tensioni tra Russia e Ucraina rafforzano le prospettive della domanda a breve termine.
- La resistenza a 3,60 dollari rimane fondamentale, mentre gli operatori guardano a un potenziale breakout verso i 4 dollari.
Tuttavia, il mercato più ampio rimane delicatamente equilibrato, con livelli di stoccaggio sani e flussi di GNL fluttuanti che mantengono alta la volatilità.
Breakout tecnico e livelli di supporto
La recente tendenza al rialzo del gas naturale fa seguito a una rottura decisiva della linea di tendenza discendente che aveva bloccato i guadagni dall'inizio dell'estate. Questo movimento al di sopra della zona 3,20-3,23 dollari ha coinciso con il recupero da parte dei prezzi di medie mobili chiave, in particolare l'EMA a 20 giorni a 3,17 dollari e l'EMA a 50 giorni a 3,20 dollari. Il breakout ha inizialmente portato i prezzi fino a 3,60 dollari prima che la resistenza innescasse lievi prese di profitto.

Dinamica dei prezzi del GN (Fonte: TradingView)
Da un punto di vista strutturale, la ripresa rimane intatta finché il gas naturale si mantiene al di sopra di 3,20 dollari. Il supporto si trova tra i 3,12 e i 3,17 dollari, mentre un sostegno più profondo si trova vicino ai 2,80-2,90 dollari, una zona che ha ripetutamente attirato gli acquirenti durante i mesi estivi. Al rialzo, la fascia 3,60-3,70 dollari rimane una barriera cruciale, e un breakout sostenuto al di sopra di essa potrebbe aprire le porte a un movimento verso i 4 dollari, soprattutto se la domanda di riscaldamento invernale si intensifica.
Gli indicatori di momentum sono cautamente rialzisti. L'indice di forza relativa è vicino a 63, a conferma del miglioramento del sentimento, ma non ancora a livelli di ipercomprato. La costante salita dell'RSI da metà settembre suggerisce che i tori stanno riprendendo il controllo, anche se la mancanza di un seguito oltre i 3,60 dollari indica che gli operatori continuano a esitare.
Prospettive della domanda e dell'offerta europea
Il mercato europeo del gas rimane un elemento centrale del sentiment globale. I futures di riferimento in Europa sono saliti fino a un massimo di sei settimane, a 33,5 euro per megawattora, grazie alle previsioni che indicavano temperature più rigide in Francia e Germania. Allo stesso tempo, l'ultima ondata di attacchi della Russia alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina ha intensificato le preoccupazioni sulla stabilità dell'approvvigionamento invernale.
Tuttavia, la situazione degli stoccaggi in Europa rimane relativamente confortevole, con livelli attuali pari all'82,8% della capacità - i più bassi degli ultimi quattro anni, ma comunque sufficienti ad ammortizzare le interruzioni a breve termine. Ciò ha attenuato gli acquisti dettati dal panico, nonostante l'aumento del rischio geopolitico. Gli analisti notano che le prossime settimane saranno cruciali, in quanto un clima freddo prolungato potrebbe aumentare bruscamente i tassi di ritiro, restringendo le scorte fino a dicembre.
Anche la crescente dipendenza dell'UE dalle importazioni di gas naturale liquefatto ha rimodellato le dinamiche del mercato. Il GNL rappresenta oggi circa la metà del consumo totale di gas in Europa, rispetto al 10% di dieci anni fa. Gli Stati Uniti forniscono quasi il 60% di queste importazioni di GNL, rendendo i prezzi europei sempre più sensibili alla politica di esportazione degli Stati Uniti e alla concorrenza globale del GNL, in particolare dall'Asia. Questo cambiamento strutturale ha generato una maggiore volatilità nei prezzi del gas, in quanto le interruzioni o le impennate della domanda da altre regioni possono rapidamente ripercuotersi sul mercato europeo.
Prospettive
Il gas naturale sembra stabilizzarsi dopo aver recuperato l'area di supporto di 3,20 dollari, con uno slancio modesto a favore di ulteriori guadagni. La resistenza a breve termine a 3,60 dollari rimane la barriera chiave da tenere d'occhio; un breakout al di sopra di questa soglia potrebbe accelerare il movimento verso i 4 dollari con l'intensificarsi della domanda di riscaldamento invernale e il persistere dell'incertezza geopolitica. Al contrario, un calo al di sotto dei 3,20 dollari rischierebbe di invalidare il breakout, rispedendo potenzialmente i prezzi verso l'area dei 2,90 dollari.
Con i modelli climatici che diventano più freddi e le tensioni geopolitiche in aumento, le prossime settimane potrebbero rivelarsi cruciali per la prossima direzione del mercato. Sebbene i forti livelli di stoccaggio europei stiano agendo da cuscinetto, la catena di approvvigionamento globale di GNL rimane altamente esposta alle interruzioni, assicurando che la volatilità rimarrà una caratteristica distintiva dei prezzi del gas naturale per tutto l'inverno.
Le previsioni precedenti sottolineavano che il gas naturale sarebbe diventato rialzista una volta che i prezzi avessero superato i 3,20 dollari, grazie alle condizioni climatiche più rigide e alle dinamiche del GNL. L'attuale rimbalzo conferma questo scenario e l'attenzione si sposta ora sulla capacità dei prezzi di mantenere lo slancio attraverso la zona di resistenza di 3,60 dollari.
Ultime notizie su Natural Gas
- Forex
- Crypto