Il titolo Tesla crolla del 6% perché il fondo norvegese si oppone all'accordo sulla retribuzione di Musk da 1T di dollari
Il 5 novembre il titolo Tesla è scambiato a 439,50 dollari, in calo del 6,3% nelle ultime 24 ore. Questo calo colloca il titolo all'estremità inferiore di un intervallo di consolidamento che ha definito la recente azione dei prezzi.
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I punti salienti
- Le azioni Tesla sono scese del 6,3% a 439,50 dollari in seguito alla decisione della Norges Bank di votare contro il pacchetto di compensi da 1.000 miliardi di dollari di Elon Musk.
- L'opposizione evidenzia le crescenti preoccupazioni degli azionisti sulla governance e sulla struttura dei compensi dei dirigenti.
- Tesla sta ora testando un supporto tecnico chiave, con un rischio di ribasso se il sentimento generale degli investitori dovesse peggiorare.
Da un punto di vista tecnico, la quotazione di Tesla mostra i primi segnali di indebolimento del momentum. La media mobile a 50 giorni, che aveva registrato una tendenza al rialzo durante il terzo trimestre, si sta appiattendo in prossimità della zona 430$-435$ e Tesla sta attualmente testando questo livello. La media mobile a 200 giorni si trova sostanzialmente più in basso, vicino all'area dei 340 dollari, indicando che le tendenze a medio termine sono ancora positive, ma il quadro a breve termine è diventato fragile. La resistenza rimane saldamente in posizione a 480 dollari, il massimo di fine settembre e l'ultimo livello di breakout rialzista.
Il volume è salito a quasi 88 milioni di azioni, significativamente più alto della media giornaliera, segnalando una forte convinzione dietro il recente crollo. Se l'attuale tendenza al ribasso si estende e Tesla rompe con decisione al di sotto dei 430 dollari, il prossimo supporto tecnico si trova intorno ai 400 dollari, seguito da una zona più profonda vicino ai 375 dollari, dove gli acquirenti sono intervenuti all'inizio dell'estate.

Dinamica del prezzo delle azioni Tesla (settembre 2025 - novembre 2025). Fonte: TradingView
Il fatturato di Tesla nei dodici mesi precedenti è di circa 92,7 miliardi di dollari, con un utile netto di 5,9 miliardi di dollari. Tuttavia, la contrazione dei margini di profitto ha destato preoccupazione. Con un rapporto P/E a termine ancora elevato rispetto ai concorrenti, il titolo è vulnerabile alla rivalutazione se la crescita dei ricavi continua a rallentare o i margini si riducono ulteriormente. Dal punto di vista tecnico, Tesla rimane in un trend rialzista di medio termine, ma si trova ora a un punto di snodo fondamentale: o rimbalza e riprende il movimento verso l'alto, o rompe al ribasso e innesca una correzione più ampia.
Il voto del fondo norvegese evidenzia le crescenti tensioni sulla governance
Il calo del prezzo delle azioni di Tesla arriva sulla scia di un significativo sviluppo della governance aziendale. Norges Bank Investment Management, il fondo sovrano norvegese e uno dei maggiori azionisti istituzionali di Tesla, ha annunciato che voterà contro l'enorme pacchetto di compensi di Elon Musk, inizialmente valutato fino a 56 miliardi di dollari e ora teoricamente di valore superiore a 1.000 miliardi di dollari a determinate condizioni.
Il pacchetto, che lega la remunerazione di Musk al raggiungimento di un valore di mercato di 7,5 trilioni di dollari da parte di Tesla, ha attirato critiche per la sua portata e per la mancanza di sufficienti barriere. Il fondo ha dichiarato di essere "preoccupato per la dimensione totale del premio, la struttura e i trigger di performance". Ciò segnala una crescente spaccatura tra gli azionisti di lungo termine e il management in merito agli incentivi ai dirigenti.
Questa controversia emerge anche in un momento in cui Tesla sta affrontando un'intensa concorrenza da parte di operatori EV globali, in particolare in Cina, dove i marchi locali stanno erodendo il potere di prezzo di Tesla. Inoltre, i crediti d'imposta statunitensi per i veicoli elettrici vengono gradualmente eliminati o modificati, con un ulteriore impatto sulle dinamiche della domanda. In questo contesto, gli azionisti potrebbero diventare meno tolleranti nei confronti di distrazioni non operative, come i massicci pagamenti dei dirigenti, soprattutto in presenza di una compressione dei margini e di una pressione sugli utili.
Un punto di inflessione chiave in vista
Lo scenario di base prevede che se Tesla mantiene l'area di supporto tecnico di 430$-435$ e la questione della governance non si aggrava, il titolo potrebbe tentare un rimbalzo verso la zona di resistenza di 460$-480$. Questo scenario presuppone una stabilizzazione dei fondamentali, consegne costanti di veicoli elettrici nel quarto trimestre e una reazione attenuata del mercato al voto degli azionisti sul compenso di Musk. In questo caso, il sentiment degli investitori potrebbe recuperare gradualmente, soprattutto se i prossimi utili mostreranno margini stabili o una migliore forward guidance.
L'ipotesi ribassista suggerisce che se Tesla dovesse scendere sotto i 430 dollari con volumi sostenuti, soprattutto se altri azionisti istituzionali si unissero a Norges Bank nell'opporsi al pacchetto retributivo, sarebbe probabile un ulteriore calo verso i 400 o addirittura i 375 dollari. A questi livelli, gli investitori orientati al valore potrebbero rientrare, ma il sentiment sarebbe più fragile. L'incapacità di difendere questi supporti inferiori potrebbe anche innescare una rivalutazione più ampia della valutazione di Tesla, in particolare alla luce dei venti contrari competitivi e normativi che gravano sul settore dei veicoli elettrici.
Gli azionisti di Tesla voteranno giovedì sul pacchetto retributivo da 1.000 miliardi di dollari proposto da Elon Musk, in quella che l'analista Dan Ives definisce una delle riunioni più cruciali nella storia della società. Ives si aspetta che gli investitori sostengano l'accordo, segnalando la fiducia nella leadership di Musk e nella strategia a lungo termine di Tesla.
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