Il Nasdaq Composite sale ai massimi di 3 giorni grazie ai risultati di Nvidia che compensano le preoccupazioni sulla valutazione dell'IA

Il Nasdaq Composite sale ai massimi di 3 giorni grazie ai risultati di Nvidia che compensano le preoccupazioni sulla valutazione dell'IA
I futures del Nasdaq sono balzati di quasi 480 punti

Il Nasdaq Composite Index ha registrato un forte rimbalzo giovedì 20 novembre, grazie agli utili positivi di Nvidia che hanno ridato fiducia al settore dell'intelligenza artificiale e hanno innescato un'ampia ripresa dei titoli tecnologici. I futures dell'indice Nasdaq sono balzati dell'1,9%, pari a quasi 480 punti, nelle contrattazioni pre-mercato, estendendo i modesti guadagni di mercoledì e portando il benchmark ai massimi di tre giorni.

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- I futures del Nasdaq sono balzati di quasi 480 punti grazie agli ottimi risultati di Nvidia che hanno aumentato la fiducia dell'AI.

- L'indice Nasdaq ha recuperato l'EMA a 50 giorni a 22.750, trasformando la precedente resistenza in un supporto a breve termine.

- Gli operatori attendono i dati sui salari degli Stati Uniti per valutare se lo slancio si mantiene vicino al livello di 23.000.

Il rinnovato ottimismo ha fatto seguito ai risultati stellari del terzo trimestre di Nvidia, pubblicati mercoledì scorso. Il produttore di chip ha registrato un fatturato superiore alle attese e ha formulato previsioni di vendita ottimistiche per il prossimo trimestre. L'amministratore delegato Jensen Huang ha respinto i timori di una bolla dell'IA, sottolineando la domanda sostenuta da parte delle imprese e l'espansione delle applicazioni dell'IA. Le azioni di Nvidia hanno registrato un'impennata del 5,5% nelle contrattazioni di premercato, fornendo una spinta decisiva al Nasdaq Composite, che era sceso di oltre il 7% dai massimi storici vicino a 24.000 all'inizio del mese fino a quasi un minimo mensile all'inizio della settimana.

Dinamica dei prezzi del Nasdaq (luglio - novembre 2025). Fonte: Tradingview

Dal punto di vista tecnico, il rimbalzo del Nasdaq è ora previsto dalla media mobile esponenziale a 20 giorni, che si allinea strettamente al livello psicologico dei 23.000. Una rottura al di sopra di questa regione potrebbe confermare un'inversione di tendenza a breve termine, soprattutto perché l'indice ha ora recuperato l'EMA a 50 giorni a 22.750. Questa zona, che prima fungeva da resistenza, ora costituisce un supporto immediato. Tuttavia, i trader stanno osservando se lo slancio guidato da Nvidia possa durare nella sessione di contanti, dato il contesto più ampio di valutazioni elevate e segnali macroeconomici contrastanti.

La forza del rimbalzo del Nasdaq dipende dai dati dei Non-Farm Payrolls

L'attenzione del mercato è rivolta anche alla pubblicazione ritardata dei dati sui Non-Farm Payrolls statunitensi, posticipati di 48 giorni a causa della chiusura del governo. Gli economisti prevedono un modesto aumento dell'occupazione di 53.000 unità, rispetto alle 22.000 unità precedenti. Una lettura più forte potrebbe rafforzare l'opinione che il mercato del lavoro rimane rigido, spingendo la Federal Reserve a mantenere i tassi di interesse ai livelli attuali più a lungo. Le attuali quotazioni di mercato indicano solo il 30% di probabilità di un taglio dei tassi a dicembre, in calo rispetto al 60% della scorsa settimana, a testimonianza della rinnovata cautela sull'allentamento delle politiche.

Se i dati sul lavoro dovessero sorprendere al rialzo, potrebbero attenuare l'attuale ripresa e bloccare il Nasdaq in prossimità della resistenza. Al contrario, dati più deboli, che ravvivano le aspettative dovish, potrebbero amplificare i guadagni e accelerare il movimento verso 23.500 o più in alto. Per il momento, il momentum favorisce i tori, ma la sostenibilità di questo rimbalzo dipende dalla capacità delle condizioni macro di allinearsi al rally guidato dall'ottimismo di Nvidia.

Abbiamo parlato di come il Nasdaq sia scivolato di oltre 250 punti a causa delle preoccupazioni sulla valutazione che hanno innescato la pressione di vendita. Il Nasdaq Composite è sceso del 5,5% da un mese all'altro, il calo più marcato degli ultimi otto mesi.

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