La coppia EUR/USD si mantiene vicino a 1,159 dollari, mentre il repricing della Fed e la stabilità della BCE guidano la ripresa di tre sedute
La coppia EUR/USD è stata scambiata vicino a 1,159 venerdì dopo una modesta flessione iniziale, ma il tono del grafico e del panorama macro continua a favorire gli acquirenti. La coppia è avanzata per tre sessioni consecutive, sostenuta da un netto riprezzamento delle aspettative della Federal Reserve e dalla comunicazione costante della Banca Centrale Europea.
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I punti salienti
- La coppia EUR/USD si stabilizza vicino a 1,1590 mentre le aspettative di taglio della Fed indeboliscono il dollaro.
- Gli acquirenti difendono 1,1500-1,1530, recuperando il Fib di 0,382 a 1,1585 con uno slancio in miglioramento.
- Un breakout sopra 1,1600-1,1620 aprirebbe la strada verso 1,1654 e 1,1728.
Con lo strumento FedWatch del CME che assegna l'87% di probabilità a un taglio dei tassi a dicembre, la recente ripresa del dollaro appare fragile. Questo cambiamento ha permesso all'euro di rimbalzare dai minimi di novembre, anche se gli investitori sopportano le incertezze del contesto di rischio più ampio.
La struttura tecnica mostra un miglioramento dello slancio mentre gli acquirenti recuperano i livelli chiave
Il grafico giornaliero mostra il recupero della coppia al di sopra del ritracciamento di Fibonacci dello 0,382 a 1,1585, un livello che ha agito da perno per tutto ottobre e novembre. Questa mossa è emersa dopo che l'EUR/USD ha difeso la più ampia zona di supporto tra 1,15 e 1,153, un'area rafforzata dall'EMA a 200 giorni vicino a 1,1426. Gli acquirenti sono intervenuti in vista di una maggiore esposizione al ribasso, formando un minimo superiore e stabilendo una candela di inversione pulita che ha dato inizio all'attuale rally.

Dinamica dei prezzi EUR/USD (Fonte: TradingView)
Il prezzo è ora al di sopra della media mobile a 20 giorni e sta testando l'EMA a 50 giorni a 1,1601, la prima barriera che deve essere infranta affinché la ripresa sviluppi slancio. Il canale discendente dal picco di inizio ottobre è ancora intatto, ma l'EUR/USD ha rotto la trendline interna di tale struttura, segnalando che la pressione di vendita che ha dominato la maggior parte di novembre si è attenuata.
Una chiusura al di sopra di 1,16-1,162 darebbe agli acquirenti un controllo più chiaro e probabilmente aprirebbe la strada verso la Fib 0,5 a 1,1654, che ha bloccato diversi tentativi intraday all'inizio del mese. Al di là di questo, lo 0,618 Fib a 1,1728 rappresenta il prossimo importante punto di passaggio, in linea con una densa regione di offerta definita dai ripetuti fallimenti di settembre e ottobre.
I catalizzatori macro si spostano decisamente verso la forza dell'euro
Lo scenario fondamentale è diventato materialmente più favorevole per EUR/USD. I mercati si sono orientati verso un ciclo di allentamento degli Stati Uniti dopo che la probabilità di un taglio a dicembre è passata dal 39% a oltre l'87% nel giro di una settimana. Questo rapido riprezzamento è stato accelerato dalle speculazioni sulla possibilità che Kevin Hassett diventi il prossimo presidente della Fed, rafforzando le aspettative di una posizione politica più allineata con la preferenza del presidente Trump per tassi più bassi.
Questa narrazione ha continuato a mettere sotto pressione il vantaggio del dollaro in termini di rendimento e ha dato all'euro una pista di rialzo più pulita, fintanto che le prospettive di taglio dei tassi rimarranno intatte.
Per quanto riguarda l'Europa, gli ultimi verbali della BCE hanno segnalato che i responsabili politici considerano l'attuale posizione "in una buona posizione". I funzionari si sono detti tranquilli di mantenere i tassi fermi e molti hanno affermato che non sarà necessario un ulteriore allentamento se l'inflazione e l'attività rimarranno allineate alle proiezioni di settembre. La mancanza di urgenza per ulteriori tagli ha creato una lieve divergenza tra la BCE e una Fed che si sta rapidamente spostando verso l'accomodamento.
L'RSI vicino a 50 riflette un profilo di momentum neutro ma in miglioramento. Non c'è rischio di ipercomprato e i recenti minimi più alti dell'indicatore rafforzano la tesi rialzista mentre la coppia EUR/USD si avvicina al tetto di 1,16. Una chiusura decisiva al di sopra di questo livello convaliderebbe il breakout dal canale discendente e probabilmente attirerebbe flussi basati sul momentum attraverso il posizionamento a breve termine.
Per ora, la coppia EUR/USD si trova a un bivio formato da venti di coda fondamentali e da un grafico in ripresa. Il vantaggio rimane agli acquirenti se i mercati mantengono la convinzione di aspettative aggressive sul taglio della Fed. Un fallimento a 1,16, tuttavia, riporterebbe la coppia al consolidamento, con 1,153 e 1,15 come punti di controllo chiave per il ribasso nel breve termine.
La nostra precedente copertura ha evidenziato la stessa dinamica: La coppia EUR/USD stava cercando di costruire una base al di sopra dell'area di 1,15 in attesa di un catalizzatore da parte della Fed. Il forte riprezzamento di questa settimana ha convalidato questa impostazione e ha permesso alla coppia di ritestare la fascia di 1,16, il livello che avevamo precedentemente identificato come la porta d'accesso a una ripresa più ampia.
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