Mercato italiano dei rimorchi, immatricolazioni in calo a maggio
Il rallentamento di maggio pesa sull'andamento del mercato italiano dei rimorchi e semirimorchi, dopo un avvio d'anno finora solo leggermente negativo. Nel mese le immatricolazioni scendono a 1.333 unità e portano il bilancio dei primi cinque mesi a una flessione del 2,4% su base annua.
In evidenza
- A maggio il mercato italiano dei rimorchi e semirimorchi registra un calo del 20,4% a 1.333 unità rispetto alle 1.674 dello stesso mese nel 2023.
- Nei primi cinque mesi del 2024, le immatricolazioni sono scese del 2,4% a 6.342 unità rispetto alle 6.496 dell'anno precedente.
- L'età media dei veicoli trainati italiani raggiunge 17,5 anni, la più alta tra tutte le categorie, creando rischi per competitività, sicurezza ed efficienza.
Stime Unrae e dati del ministero
Come riferisce il Centro Studi e Statistiche dell'Unrae, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a maggio il mercato dei rimorchi e semirimorchi cala del 20,4% a 1.333 unità, contro le 1.674 dello stesso mese del 2025, che contava però un giorno lavorativo in più.Il brusco arretramento del mese incide anche sul dato cumulato dei primi cinque mesi dell'anno. Nel periodo le immatricolazioni si attestano a 6.342 unità, in calo del 2,4% rispetto alle 6.496 registrate nello stesso periodo dell'anno precedente.
Parco circolante e rischi per la competitività
Michele Mastagni, coordinatore del gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di Unrae, afferma che il netto calo delle immatricolazioni appare particolarmente preoccupante alla luce dell'età media del parco dei veicoli trainati italiani, arrivata a 17,5 anni, il valore più elevato tra tutte le categorie di veicoli circolanti.Secondo Mastagni, l'impiego di rimorchi e semirimorchi così datati rappresenta una criticità non solo per la sicurezza stradale, ma anche per l'efficienza logistica, la sostenibilità ambientale e la competitività delle imprese italiane rispetto ai concorrenti europei.
Nel nostro precedente approfondimento sul Forum di Pescara dedicato alla rivoluzione della logistica abbiamo evidenziato il ruolo dell’Abruzzo come snodo strategico tra Mediterraneo ed Europa, grazie a porti, interporti e base manifatturiera integrati nei corridoi europei. In quell’analisi abbiamo anche richiamato le priorità per rafforzare le filiere — intermodalità, digitalizzazione, sostenibilità e competenze — insieme ai rischi legati alla carenza di autisti e agli impatti su efficienza e competitività.
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