Emilia-Romagna avvia bando da 5 milioni per l'economia sociale

Emilia-Romagna avvia bando da 5 milioni per l'economia sociale
Bando da 5 milioni Emilia-Romagna

L'Emilia-Romagna avvia il primo bando da 5 milioni di euro dedicato all'economia sociale, nell'ambito di una strategia regionale che punta a rafforzare il settore sul territorio. L'iniziativa si inserisce in un piano articolato in cinque missioni e finanzia interventi che vanno dalla rigenerazione urbana all'housing sociale, fino al contrasto allo spopolamento e alla povertà.

In evidenza

  • L'Emilia-Romagna lancia un bando da 5 milioni per sostenere l'economia sociale con cinque missioni strategiche allineate al Seap europeo.
  • I finanziamenti riguardano rigenerazione urbana, housing sociale, rafforzamento filiere e contrasto a spopolamento, povertà e vulnerabilità.
  • Il piano mira a potenziare coesione sociale, sviluppo locale, innovazione e integrazione tra soggetti sociali e produttivi nelle aree fragili.

Strategia regionale e ambiti finanziabili

Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, la strategia regionale individua cinque missioni, riconoscimento dell'economia sociale, integrazione con le filiere, innovazione sociale e tecnologica, valorizzazione del capitale umano e creazione di ecosistemi territoriali.

Secondo la nota della Regione, l'Emilia-Romagna è la prima in Italia a dotarsi di una strategia integrata per l'economia sociale, allineata al Seap europeo, Social economy action plan. Tra gli ambiti che possono accedere ai finanziamenti rientrano, tra gli altri, rigenerazione urbana e housing sociale, rafforzamento delle filiere, contrasto allo spopolamento, alla povertà e alle vulnerabilità.

Impatto atteso sul tessuto territoriale

Il piano punta a sostenere un comparto con ricadute trasversali su coesione sociale, sviluppo locale e innovazione nei servizi. L'impostazione per missioni indica un approccio che collega le attività dell'economia sociale alle filiere produttive e alle esigenze dei territori.

La misura può inoltre rafforzare progetti con finalità sociali in aree esposte a fragilità demografiche ed economiche, favorendo la costruzione di ecosistemi territoriali e una maggiore integrazione tra soggetti sociali, comunità locali e iniziative di sviluppo regionale.

Nella nostra precedente analisi sulla legge annuale per le Pmi (legge 34/2026) abbiamo spiegato come il nuovo quadro normativo miri a rafforzare competitività, innovazione e resilienza di micro, piccole e medie imprese, artigianato e startup. Il provvedimento prevede anche misure su reti d’impresa, controlli contro i falsi artigianali, regole per le recensioni online e aggiornamenti sullo smart working, con un’impostazione legata alle filiere e ai territori.

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