Italia avverte rischi per la filiera auto dalle chiusure di Volkswagen in Germania

Italia avverte rischi per la filiera auto dalle chiusure di Volkswagen in Germania
Rischi auto Italia dalla Germania

La filiera automobilistica italiana rischia ricadute dalla crisi del settore in Germania, dato il forte legame con la componentistica fornita ai costruttori tedeschi. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, indica che le chiusure annunciate da Volkswagen e i tagli occupazionali possono estendersi lungo la catena produttiva anche in Italia.

In evidenza

  • Italia segnala che la chiusura di quattro stabilimenti Volkswagen e 100.000 licenziamenti in Germania avrà impatti diretti sulla filiera italiana di componenti auto.
  • Il ministro Urso avverte che la saturazione produttiva con Stellantis non basta a proteggere l'automotive italiano dalle chiusure e dal rallentamento europeo.
  • Urso attribuisce il deterioramento del comparto auto europeo alle regole del Green Deal, suggerendo che la crisi può estendersi a tutta l'industria europea.

Allarme sulla componentistica legata alla Germania

Come riferisce Borsa Italiana, Urso afferma a Tgcom24 che il ridimensionamento dell'industria automobilistica tedesca produce effetti diretti anche sui fornitori italiani, tra i principali produttori europei di componenti destinati alle case tedesche.

Secondo il ministro, la chiusura di aziende o siti produttivi in Germania, inclusa Volkswagen, si traduce in conseguenze lungo l'intera filiera della componentistica in Italia. Il riferimento è all'annuncio di chiusure di quattro stabilimenti e di 100.000 licenziamenti, indicati da Urso come un segnale di forte deterioramento del comparto europeo.

Pressione sul settore auto europeo

Urso aggiunge che l'intesa mantenuta con Stellantis, che non prevede chiusure di stabilimenti in Italia e punta alla saturazione produttiva, non è sufficiente da sola a mettere in sicurezza la filiera nazionale dell'automotive.

Per il ministro, se in altre aree d'Europa, a partire dalla Germania, continuano le chiusure di siti industriali, l'industria italiana resta esposta al rallentamento della domanda e della produzione. Urso collega inoltre la crisi del comparto alle regole europee e sostiene che, senza un cambio di rotta rispetto al Green Deal, il rischio riguarda non solo l'auto europea ma l'industria europea nel suo complesso.

La posizione italiana al Consiglio Ambiente ed Energia UE su neutralità tecnologica e decarbonizzazione dell’automotive è stata al centro di un nostro precedente approfondimento, in cui Roma ha chiesto di ampliare le tecnologie ammesse e di includere una categoria di veicoli alimentati solo con carburanti sostenibili. Nello stesso quadro, l’Italia insieme ad altri Stati membri ha sollecitato il rinvio di tre anni delle regole UE sulle emissioni di metano, per proteggere sicurezza energetica e competitività industriale.

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