Imprese italiane, indagine Ey-Swg segnala crescita resiliente e nuovi investimenti
In un contesto economico e geopolitico ancora instabile, una parte rilevante dell'imprenditoria italiana mostra capacità di tenuta e propensione alla crescita. Tra le 70 aziende coinvolte nella rilevazione, il 78% assorbe gli shock degli ultimi anni senza perdite significative e il 31% riesce a espandersi anche nelle fasi di crisi.
In evidenza
- Il 63% delle imprese italiane prevede un'evoluzione positiva nei prossimi cinque anni, mostrando fiducia diffusa ma prudente secondo l'indagine Ey-Swg.
- Il 97% delle aziende intende investire entro il prossimo biennio, focalizzandosi su tecnologie di produzione (58%) e ricerca e sviluppo (49%).
- Solo il 43% degli imprenditori ritiene positiva la competitività internazionale delle imprese italiane, in calo dal 59% del 2024, riflettendo cautela sulle prospettive globali.
Risultati dell'indagine e priorità industriali
Secondo l'indagine condotta da Ey Private in collaborazione con Swg, realizzata per il lancio della XXIX edizione del Premio L'Imprenditore dell'Anno promosso da Ey, la reazione delle imprese agli shock recenti si basa su interventi in innovazione, efficienza operativa e revisione dei modelli di business.Le aspettative restano nel complesso favorevoli: il 63% delle imprese prevede un'evoluzione positiva nei prossimi cinque anni, pur in uno scenario di crescita graduale. In una nota, Massimo Meloni, Ey Italy Private Leader e responsabile Italia del Premio Ey L'Imprenditore dell'Anno, afferma che il quadro riflette una fiducia prudente ma diffusa.
Francesco Lecis, Markets Leader di Ey Italia, aggiunge che il 97% delle aziende prevede investimenti nel prossimo biennio. Le priorità si concentrano su tecnologie di produzione e rinnovo dei macchinari, indicate dal 58% delle imprese, e su ricerca e sviluppo, segnalata dal 49%.
Fiducia nell'innovazione e nodi sulla competitività
La rilevazione indica che il 67% degli imprenditori si dichiara fiducioso nella capacità di innovazione del sistema imprenditoriale. Tuttavia emerge un divario nella percezione del contesto nazionale, perché solo il 40% esprime una valutazione positiva sulla capacità di innovare dell'Italia.Più marcata appare la distanza sulla competitività internazionale. Solo il 43% degli imprenditori valuta positivamente la capacità delle imprese italiane di competere a livello globale, in calo rispetto al 59% rilevato nel 2024, un dato che segnala cautela sulle prospettive del sistema Paese pur a fronte di una base aziendale ancora orientata agli investimenti.
Il piano industriale della Basilicata al 2030, di cui abbiamo scritto in precedenza, mette al centro l’attrazione di investimenti e il rafforzamento di filiere chiave come energia, manifattura avanzata, chimica, turismo e agroindustria, in un contesto regionale segnato da crescita debole, calo demografico e carenze infrastrutturali. Nell’analisi emerge anche la pressione su automotive ed energia, con richieste di interventi su costi energetici, mercato unico europeo dell’energia e politiche industriali capaci di sostenere la competitività e trattenere capitale umano.
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