Bce punta sull'analisi di scenario per orientare le decisioni sui tassi
Nel quadro di una politica monetaria sempre più condizionata dall'incertezza, la Bce indica nell'analisi di scenario uno strumento centrale per interpretare i dati e valutare le prossime mosse sui tassi. Christine Lagarde segnala che la forward guidance ha perso efficacia in contesti instabili, mentre diventa più rilevante capire la funzione di reazione della banca centrale.
In evidenza
- La presidente BCE Lagarde ribadisce che l'ultimo aumento dei tassi era giustificato in tutti gli scenari considerati e non ne modifica la valutazione.
- Secondo Lagarde, la trasmissione della politica monetaria oggi avviene anche prima delle decisioni formali, grazie agli aggiustamenti dei mercati basati sulle aspettative della BCE.
- Dopo l'annuncio dei dazi USA nel 2025, i mercati avevano prezzato un tasso terminale fino all'1,5%, ma il ciclo di allentamento si è concluso al 2%.
Scenario e funzione di reazione
Come riferito da Borsa Italiana, Lagarde afferma che l'aumento dei tassi era giustificato in tutti gli scenari considerati ed è stato quindi una decisione robusta, aggiungendo che nulla di quanto osservato successivamente modifica tale valutazione. La presidente sottolinea anche che la pubblicazione degli scenari consente al pubblico di capire quando l'economia sta passando da uno scenario all'altro, ma precisa che per anticipare le mosse della Bce conta di più comprendere la sua funzione di reazione che fare affidamento sulla forward guidance.Secondo Lagarde, la politica monetaria oggi inizia a produrre effetti prima ancora di una decisione formale del Consiglio direttivo, perché i mercati adeguano autonomamente le condizioni finanziarie sulla base dei dati e della risposta attesa della banca centrale. Questo meccanismo, nella sua lettura, rafforza il ruolo dell'analisi prospettica nella trasmissione della politica monetaria.
Implicazioni per mercati e politica monetaria
Per spiegare questo approccio, Lagarde richiama il recente shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente, quando i tassi di mercato iniziano a irrigidirsi già a marzo, prima del rialzo deciso dalla Bce a giugno. Questo, osserva, consente all'istituto di raccogliere ulteriori informazioni e calibrare con maggiore sicurezza la risposta di politica monetaria.La presidente ricorda inoltre che, dopo l'annuncio dei dazi statunitensi nell'aprile 2025, i mercati avevano inizialmente prezzato un tasso terminale fino all'1,5%, mentre la Bce preferisce attendere l'evoluzione dello scenario, poi rivelatosi diverso dalle aspettative iniziali, con il ciclo di allentamento monetario conclusosi al 2%. In tempi di incertezza, conclude Lagarde, la forward guidance perde valore, mentre la "framework guidance" diventa più preziosa; le decisioni sui tassi continuano quindi a essere guidate dalle prospettive di inflazione, dalla dinamica dell'inflazione di fondo e dalla forza della trasmissione della politica monetaria.
Nel nostro precedente approfondimento sul calo del petrolio dopo le tensioni tra USA e Iran, abbiamo spiegato come i trader abbiano ridotto il premio al rischio puntando sul parziale ripristino della navigazione nello Stretto di Hormuz. Pur con traffico ancora irregolare e livelli di allerta elevati per armatori e assicuratori, il mercato non stava ancora prezzando una vera interruzione dei flussi, mantenendo Brent e WTI sotto pressione nonostante l’incertezza geopolitica.
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