Casta Diva Group aumenta i ricavi semestrali, backlog a 37,5 milioni nel 2026
Nel primo semestre del 2026 Casta Diva Group registra ricavi consolidati preliminari pari a 59,4 milioni di euro, in aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. La combinazione tra fatturato già realizzato e ordini in portafoglio porta la proiezione dei ricavi a 96,9 milioni, pari a oltre il 63% dell'obiettivo 2026 indicato dal piano industriale 2023-26.
In evidenza
- Casta Diva Group riporta ricavi consolidati semestrali pari a 59,4 milioni di euro nel 2026, in crescita del 2,1% rispetto allo stesso periodo 2025.
- Il backlog al 30 giugno 2026 scende a 37,5 milioni di euro, in calo rispetto ai 43,8 milioni registrati nello stesso periodo dell'anno precedente.
- Ricavi contabilizzati più backlog raggiungono 96,9 milioni di euro, pari a oltre il 63% del target annuale di 153 milioni fissato dal Piano Industriale 2023-26.
Andamento semestrale e portafoglio ordini
Come riportato da Borsa Italiana, il consiglio di amministrazione di Casta Diva Group prende visione del preconsuntivo dei ricavi consolidati relativi al primo semestre del 2026, che si attestano a 59,4 milioni di euro. Il dato segna una crescita del 2,1% rispetto ai 58,2 milioni circa dello stesso periodo del 2025.Il backlog si attesta a 37,5 milioni di euro, in calo rispetto ai 43,8 milioni rilevati al 30 giugno 2025. L'indicatore misura il valore degli ordini già acquisiti e ancora da realizzare, offrendo una visibilità parziale sull'andamento dei prossimi mesi.
Proiezione sui target del piano industriale
Sommando i ricavi già contabilizzati nel semestre al backlog, la proiezione dei ricavi raggiunge 96,9 milioni di euro. Alla stessa data del 2025, il valore corrispondente era pari a 102,0 milioni.La stima equivale a oltre il 63% del target fissato per il 2026 dal Piano Industriale 2023-26 pubblicato il 4 dicembre 2023, che indica un obiettivo di ricavi pari a 153 milioni di euro. Il confronto segnala quindi un avanzamento coerente con i traguardi annuali, pur in presenza di un portafoglio ordini inferiore rispetto a un anno prima.
Nel nostro precedente approfondimento sull’andamento del comparto italiano dei pannelli nei primi mesi del 2026 abbiamo evidenziato un quadro sostanzialmente stabile, nonostante costi energetici elevati e difficoltà di approvvigionamento. L’articolo riportava anche l’attenzione di Assopannelli sui dossier europei, in particolare il Cbam, considerato un potenziale fattore di pressione sulla competitività del settore nei prossimi anni.
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