Borsa Italiana pubblica l'agenda macro con focus su Pil, inflazione e PCE tra Europa e U.S.
La settimana dei mercati si concentra su una serie di indicatori macroeconomici attesi tra il 30 e il 31 luglio, con dati su crescita, inflazione e consumi nelle principali economie. Il calendario segnala come market mover di maggiore rilievo il Pil dell'Eurozona e degli U.S., oltre alle letture preliminari dell'inflazione europea e al PCE core statunitense.
Punti chiave
- L'agenda macro di Borsa Italiana evidenzia l'importanza dei dati su Pil e inflazione di Italia, Germania ed Eurozona nel determinare le aspettative sui tassi europei.
- L'inflazione dell'Eurozona, l'inflazione core e il Pil dell'Eurozona ricevono massima rilevanza con tre stelle come principali market mover per i mercati.
- Negli U.S., i dati su PCE core e Pil annualizzato del secondo trimestre rappresentano le pubblicazioni chiave che influenzano le attese Fed su crescita e inflazione.
Impatto atteso su tassi e mercati europei
Secondo Borsa Italiana, i dati inseriti nell'agenda mostrano che l'attenzione degli investitori resta concentrata sull'andamento congiunto di crescita e prezzi, in una fase in cui Eurozona e U.S. offrono indicazioni decisive per le aspettative sui tassi di interesse.Per l'Europa, il Pil preliminare di Italia, Germania ed Eurozona, insieme alle letture sull'inflazione di luglio, può incidere sulla valutazione della tenuta economica dell'area e sul margine di manovra della politica monetaria. La legenda allegata assegna infatti un grado di rilevanza da basso ad alto, con tre stelle ai principali market mover come Pil dell'Eurozona, inflazione dell'Eurozona, inflazione core e alcuni indicatori chiave statunitensi.
Per gli U.S., l'attenzione si concentra soprattutto sul PCE core, misura osservata da vicino per la dinamica dei prezzi, e sul Pil annualizzato del secondo trimestre. Insieme ai dati su consumi, richieste di sussidi e costo del lavoro, queste pubblicazioni contribuiscono a orientare le attese degli operatori su crescita, inflazione e traiettoria della Federal Reserve.
Nel nostro precedente articolo sui rischi al rialzo per l’inflazione nell’area euro evidenziati dalla BCE, abbiamo riportato le indicazioni di Christine Lagarde su come shock energetici, pressioni salariali, tensioni commerciali e fattori climatici possano alimentare nuove spinte sui prezzi. L’analisi sottolineava anche che un eventuale allentamento delle tensioni geopolitiche o effetti indiretti più contenuti potrebbero invece aprire a uno scenario di inflazione inferiore alle attese, con implicazioni dirette per le aspettative sui tassi.
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