EUR/USD sotto pressione: la forza del dollaro e i rischi europei pesano sull’euro

EUR/USD sotto pressione: la forza del dollaro e i rischi europei pesano sull’euro
L’euro rimane vulnerabile alla forza del dollaro

​EUR/USD viene scambiato intorno a 1,1184 il 12 ottobre, mantenendo il suo slancio ribassista dopo i tentativi falliti di recuperare quota 1,1250 la scorsa settimana. Sul grafico a 4 ore, il prezzo rimane al di sotto di tutte le principali medie mobili, il cui allineamento sequenziale conferma la forza del trend ribassista.

EUR/USD previsione del prezzo
24H -0.04%
1,1178
48H -0.03%
1,1179
7D -0.23%
1,1156
1M -3.3%
1,0813
3M -4.26%
1,0706
6M -2.69%
1,0881
12M -4.52%
1,0677
Prezzo attuale: 1,1182 $ -0.003030 0.27%
Dati in tempo reale 08:19
Intervallo giornaliero 1.1185 Arrow from to Icon 1.1217
Intervallo settimanale 1.1166 Arrow from to Icon 1.1276
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Inflazione dell’Eurozona e debolezza industriale tedesca complicano le prospettive della BCE

L’economia europea continua ad affrontare una combinazione sfavorevole di inflazione in accelerazione e ripresa industriale disomogenea. La stima preliminare dell’inflazione di settembre nell’Eurozona si è attestata al 3,8% su base annua, rispetto al 3,2% del mese precedente, con i prezzi dell’energia in aumento del 18,8%, mentre l’inflazione core è rimasta intorno al 2,5%.

In Germania, la crescita dei prezzi al consumo ha accelerato al 3,3% a settembre, mentre gli ordini industriali di agosto sono diminuiti del 10,6% rispetto a luglio, sebbene una parte significativa del calo sia spiegata dall’effetto dei grandi contratti del mese precedente. Per la BCE, ciò implica rischi inflazionistici persistenti in assenza di un’accelerazione convincente dell’attività economica.

I timori sul debito francese aumentano la pressione sull’euro

In Francia, la crescente sfiducia degli investitori nella politica fiscale si aggiunge ai timori sull’inflazione. I dati preliminari dell’INSEE hanno mostrato un’accelerazione dell’inflazione al consumo al 3,0% a settembre, dal 2,4% di agosto, mentre il tasso armonizzato ha raggiunto il 3,4%. Allo stesso tempo, il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni si è avvicinato al 5%, mentre lo spread rispetto ai Bund tedeschi si è ampliato fino a circa 140 punti base.

Il debito pubblico francese è stimato intorno a €3,5 trilioni, ovvero quasi il 120% del PIL, complicando notevolmente la preparazione del bilancio tra disaccordi parlamentari e proteste contro i tagli alla spesa. Nonostante il lieve calo dei rendimenti obbligazionari europei il 12 ottobre, gli investitori restano scettici sulla possibilità di un rapido ripristino della disciplina fiscale.

La BCE attualmente non ravvisa motivi per intervenire sul mercato obbligazionario, poiché i segnali di contagio sistemico derivanti dalla crisi francese rimangono limitati. Tuttavia, il persistente premio per il rischio sovrano continua a indebolire l’attrattiva dell’euro come investimento.

Le aspettative sull’inflazione statunitense sostengono il dollaro

Negli Stati Uniti, l’attenzione si sta gradualmente spostando dal debole rapporto sull’occupazione di settembre alla prossima pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo il 14 ottobre. Gli economisti prevedono che l’inflazione headline acceleri a circa il 3,7% su base annua, con l’inflazione core intorno al 2,5%; ciò potrebbe rafforzare le argomentazioni dei sostenitori della politica monetaria restrittiva della Fed.

Dopo l’aumento dei tassi di settembre a un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4,00%, il mercato stima intorno al 19% la probabilità di un altro rialzo nella riunione del 28 ottobre, mentre un ulteriore inasprimento a dicembre è già parzialmente scontato. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni rimane vicino al 5,3%, offrendo al dollaro un vantaggio di rendimento rispetto all’euro, sebbene oggi il mercato obbligazionario statunitense sia chiuso per il Columbus Day.

Un ulteriore sostegno alla valuta statunitense proviene dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla domanda di asset rifugio e, in questa fase, come osservato in EUR/USD remains under pressure as European debt risks limit recovery, continuano a prevalere i rischi di una rottura del supporto intorno a 1,1170 e di un calo verso 1,1150–1,1130, come minimo; una rottura della resistenza a 1,1210 porterà a un rialzo verso 1,1240–1,1250. Le prospettive per la coppia rimangono negative.

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