Governo, ddl distinti per Regione sull'autonomia differenziata
Nel confronto parlamentare sulle pre intese tra Esecutivo e Regioni, il governo indica un nuovo assetto procedurale per l'autonomia differenziata. La linea illustrata prevede un disegno di legge separato per ciascuna Regione, con allegati distinti per la tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica, e per le materie non Lep.
In evidenza
- Il governo predisporrà un ddl distinto per ciascuna Regione sull’autonomia differenziata, con due allegati separati tra materie Lep e non Lep.
- Il percorso riguarda le pre-intese tra il governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto su temi tra cui salute e coordinamento della finanza pubblica.
- L’approccio segmenta formalmente l’iter parlamentare e il negoziato istituzionale, incidendo sull’organizzazione e tempistiche per le amministrazioni coinvolte.
Nuovo impianto dei ddl regionali
Come riportato da Borsa Italiana, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli afferma alla Camera che il governo intende predisporre un singolo ddl per ciascuna Regione. Il provvedimento sarebbe corredato da due allegati contenenti gli schemi di intesa definitiva, separati tra la materia "tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica" e le materie non Lep.Secondo Calderoli, questa impostazione consente di preservare la specificità della materia Lep, che in base alla legge costituisce oggetto di un negoziato autonomo. L'intervento arriva in replica al termine della discussione generale sulle relazioni della commissione Affari costituzionali.
Iter parlamentare e impatto sulle Regioni interessate
Il passaggio riguarda le pre intese tra l'Esecutivo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Le materie richiamate nel dibattito sono protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, oltre alla tutela della salute con il coordinamento della finanza pubblica.L'impostazione indicata dal governo segnala un percorso differenziato Regione per Regione, con una distinzione formale tra ambiti Lep e non Lep che può incidere sull'organizzazione del negoziato istituzionale. Per le amministrazioni coinvolte, il modello prospettato definisce un quadro più segmentato per l'esame parlamentare delle future intese.
La relazione della Corte dei conti sul Fondo Indennizzo Risparmiatori ha fatto il punto sull’attuazione dello strumento introdotto con la legge di bilancio 2019, evidenziando oltre 134 mila domande accolte e circa 1,355 miliardi di euro erogati al 31 dicembre 2023. Nell’analisi è stata sottolineata anche la forte concentrazione territoriale degli indennizzi, con il Veneto che riceve la quota maggiore, e la necessità di una programmazione finanziaria più accurata per evitare residui e sovrastime di stanziamento.
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