Private equity in Italia, Deloitte stima un calo delle operazioni nel secondo semestre 2026
Dopo un avvio d'anno in crescita, il mercato italiano del private equity e del venture capital si avvia verso un rallentamento nella seconda metà del 2026. Le previsioni indicano 251 operazioni, con una flessione del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025 e un indebolimento più marcato per i deal di maggiori dimensioni.
In evidenza
- Deloitte Private prevede 251 operazioni di private equity e venture capital in Italia nel secondo semestre 2026, in calo del 28% rispetto al 2025.
- La contrazione attesa colpirà soprattutto le operazioni di grandi dimensioni, con indicazioni di maggiore prudenza nelle transazioni di maggior rilievo.
- Nel primo semestre 2026 si registrano 299 operazioni, in aumento del 20% rispetto al primo semestre 2025, ma gli operatori evidenziano un sentiment più cauto.
Previsioni sul mercato e quadro del sondaggio
Come riportato da Borsa Italiana, i dati emergono dalla quarantottesima edizione della Italy Private Equity Confidence Survey, l'indagine semestrale condotta da Deloitte Private in collaborazione con AIFI e l'Osservatorio PEM di LIUC Business School. Lo studio segnala che nel secondo semestre del 2026 sono previste 251 operazioni di private equity e venture capital, in un contesto che resta condizionato dalle incertezze geopolitiche e commerciali.Il rallentamento atteso equivale a un calo del 28% rispetto al secondo semestre del 2025. La contrazione riguarda soprattutto le operazioni di grandi dimensioni, segnalando una maggiore prudenza nelle transazioni più rilevanti del mercato.
Sentiment degli operatori e confronto con il primo semestre
Il sentiment degli operatori scende leggermente dopo un 2025 definito da record. Secondo il sondaggio, il 73% degli operatori prevede uno scenario economico stabile o in peggioramento, indicando un orientamento più cauto sulle prospettive dei prossimi mesi.Allo stesso tempo, la prima parte del 2026 mostra ancora una dinamica positiva. Nel primo semestre si registrano 299 operazioni, in aumento del 20% rispetto allo stesso semestre del 2025, un andamento che evidenzia un mercato ancora attivo ma atteso in frenata nella seconda metà dell'anno.
Nella nostra precedente analisi su Intesa Sanpaolo (ISP) abbiamo evidenziato come il buyback da circa 457,6 milioni di euro e alcuni segnali tecnici costruttivi stessero contribuendo a sostenere il sentiment sul titolo, pur in un contesto di volatilità contenuta. L’articolo sottolineava anche l’importanza dei livelli chiave di prezzo (area 6,28–6,43 euro) per confermare un eventuale breakout, mantenendo un approccio prudente in assenza di una rottura netta.
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