La seduta del 23 luglio si chiude in lieve ribasso per il comparto chimico italiano, in controtendenza rispetto al moderato rialzo del settore europeo. L'andamento segnala una debolezza del listino nazionale sia tra i titoli a media capitalizzazione sia nel segmento delle small-cap.
In evidenza
- L'indice FTSE Italia Chemicals chiude il 23 luglio a 60.236,2 punti, segnando un calo di 396 punti rispetto alla seduta precedente.
- SOL registra una flessione dello 0,65% e Aquafil perde l'1,01%, sottolineando la debolezza delle medie e small-cap chimiche italiane.
- L'indice EURO STOXX Chemicals sale da 1.550 a 1.562 punti, evidenziando una performance superiore rispetto al comparto chimico italiano.
Andamento degli indici e dei titoli a Milano
Come riportato da Borsa Italiana, l'indice FTSE Italia Chemicals termina gli scambi a 60.236,2 punti, con un calo di 396 punti rispetto alla chiusura precedente. Nello stesso contesto, l'indice del settore chimico italiano si muove in territorio negativo per l'intera seduta del 23 luglio.Tra le medie imprese quotate sul listino milanese, SOL archivia una performance negativa dello 0,65% rispetto alla seduta precedente. Tra le small-cap di Milano, anche Aquafil chiude in ribasso, con una flessione dell'1,01%.
Divario con il comparto chimico europeo
Il quadro italiano si confronta con un andamento più favorevole a livello continentale, dove il settore Chimico europeo registra un moderato rialzo. L'indice EURO STOXX Chemicals si ferma a 1.562 punti, dopo avere avviato la seduta a 1.550.La divergenza tra Milano e il comparto europeo evidenzia una giornata di minore tenuta per i titoli chimici italiani. Il calo di SOL e Aquafil contribuisce a riflettere una debolezza diffusa nei segmenti osservati del mercato nazionale.
Nella nostra precedente analisi sul forte calo del FTSE Mib del 22 luglio abbiamo evidenziato come Piazza Affari abbia sottoperformato gli altri listini europei, con perdite concentrate soprattutto su titoli guida come STMicroelectronics, Moncler e UniCredit. Abbiamo inoltre sottolineato che il sostegno di petroliferi, difesa e alcuni titoli difensivi non è bastato a compensare le vendite sul listino principale, ampliando il divario con le altre piazze del continente.
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