La Giordania raggiunge un accordo a livello tecnico con l’FMI che potrebbe sbloccare 294 milioni di dollari USA

La Giordania raggiunge un accordo a livello tecnico con l’FMI che potrebbe sbloccare 294 milioni di dollari USA
La Giordania ottiene finanziamenti dall’FMI

La Giordania si avvicina a nuovi finanziamenti dell’FMI dopo che il personale dell’organizzazione e le autorità hanno raggiunto un accordo sulle ultime revisioni dei programmi di riforma del Paese. Se approvata dal Consiglio esecutivo dell’FMI, la decisione renderà disponibili circa 294 milioni di dollari USA, mantenendo al contempo l’attenzione sul consolidamento fiscale, sulla riduzione del debito e sulle riforme strutturali.

Punti chiave

  • La Giordania raggiunge un accordo a livello tecnico con l’FMI che, previa approvazione del Consiglio, potrebbe sbloccare 216,548 milioni di DSP (294 milioni di dollari), dopo le revisioni dei programmi EFF e RSF.
  • L’FMI rileva una crescita del PIL reale della Giordania del 3% su base annua nel primo semestre del 2026, un’inflazione contenuta, un settore bancario solido e un disavanzo delle partite correnti ridotto grazie alle esportazioni più forti e alla debolezza delle importazioni non energetiche.
  • Il progetto di bilancio per il 2027 fissa un disavanzo primario dello 0,9% del PIL (al netto delle sovvenzioni) e punta a ridurre il debito pubblico all’80% del PIL entro il 2028, mentre le riforme strutturali in corso sostengono la crescita trainata dal settore privato.

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Esito delle revisioni e progressi del programma di riforme

Secondo il Fondo monetario internazionale, l’accordo a livello tecnico riguarda la sesta revisione nell’ambito dell’Extended Fund Facility e la terza revisione nell’ambito della Resilience and Sustainability Facility, a seguito dei colloqui tenuti ad Amman dal 21 ottobre al 3 novembre 2026. L’approvazione del Consiglio renderebbe disponibili complessivamente 216,548 milioni di DSP, di cui 97,784 milioni nell’ambito dell’EFF e 118,764 milioni nell’ambito dell’RSF.

L’FMI afferma che i risultati del programma restano solidi nonostante le ricadute della guerra in Medio Oriente. Tutti i criteri quantitativi di performance e la maggior parte dei parametri strutturali previsti per la sesta revisione sono stati rispettati, mentre tutte e tre le misure di riforma previste per la terza revisione dell’RSF procedono secondo i piani.

Il capo della missione dell’FMI, César Serra, afferma che l’economia giordana continua a dimostrare resilienza, sostenuta da politiche macroeconomiche prudenti, misure di mitigazione e sostegno internazionale. A suo dire, il calo del turismo, l’aumento dei costi commerciali e di trasporto, la debolezza degli investimenti diretti esteri e la volatilità dei prezzi dell’energia sono in gran parte compensati dall’attività manifatturiera, dai servizi logistici legati al porto di Aqaba, da una stagione agricola favorevole e dalla crescita delle rimesse e degli arrivi turistici regionali.

Prospettive economiche e rilevanza regionale

Secondo la dichiarazione dell’FMI, il PIL reale è cresciuto del 3% su base annua nel primo semestre del 2026, mentre l’inflazione è rimasta contenuta. Il disavanzo delle partite correnti si è ridotto grazie al rafforzamento delle esportazioni e alla debolezza delle importazioni non energetiche, mentre la Banca centrale della Giordania continua ad accumulare riserve e a mantenere la copertura al di sopra degli obiettivi del programma.

L’FMI afferma che il settore bancario resta solido, con ampia liquidità e robuste riserve patrimoniali, e rileva che la dollarizzazione è in calo, segnale di fiducia nel dinaro giordano e nel suo ancoraggio al dollaro USA. Tuttavia, le prospettive a breve termine restano legate alla durata e all’intensità della guerra regionale e alla persistenza dei suoi effetti di ricaduta.

Sul fronte delle finanze pubbliche, le autorità hanno raggiunto l’obiettivo del disavanzo primario del governo centrale fissato per fine giugno 2026, con una gestione della spesa che ha compensato la debolezza delle entrate nel primo semestre. Il progetto di bilancio per il 2027 fissa un disavanzo primario, al netto delle sovvenzioni, pari allo 0,9% del PIL e sostiene l’obiettivo di ridurre il debito pubblico a circa l’80% del PIL entro il 2028.

Il programma di riforme comprende anche regole unificate per le licenze settoriali, progetti infrastrutturali come l’impianto di desalinizzazione e il sistema di adduzione idrica Aqaba-Amman e la ferrovia Aqaba-Shidiya-Maan, nonché misure dell’RSF relative ai registri delle attività infrastrutturali di proprietà statale e al finanziamento delle emergenze sanitarie pubbliche. L’FMI afferma che queste iniziative mirano a rafforzare la crescita trainata dal settore privato e a migliorare la resilienza della Giordania agli shock climatici e sanitari.

Nel nostro precedente articolo sulle prospettive dell’FMI per il Medio Oriente e l’Asia centrale nel contesto della guerra, abbiamo evidenziato gli avvertimenti secondo cui nuove interruzioni della produzione energetica, delle rotte marittime e dei flussi commerciali potrebbero accentuare la volatilità e mettere sotto pressione riserve regionali già limitate. Abbiamo inoltre segnalato la valutazione dell’FMI secondo cui lo shock ha effetti disomogenei — esercitando la maggiore pressione sulle economie direttamente colpite — e l’invito ai responsabili politici a concentrarsi sulla stabilità dei prezzi e sul rafforzamento della resilienza fiscale in vista di ulteriori shock.

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