UNGDCEC chiede di cancellare norma sul deposito dei bilanci nel DDL Concorrenza
Nel confronto sul DDL Concorrenza 2026 si apre un nuovo fronte tra ordini professionali sulle competenze relative al deposito dei bilanci d'esercizio. L'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili sollecita lo stralcio dell'articolo 13 e propone un tavolo di confronto per evitare incertezze normative.
Punti chiave
- L'UNGDCEC chiede la cancellazione dell'articolo 13 del DDL Concorrenza 2026, che estende il deposito dei bilanci ai consulenti del lavoro.
- L'associazione critica l'allargamento delle competenze professionali senza adeguata formazione, evidenziando potenziali rischi per l'affidabilità delle informazioni economico-finanziarie.
- UNGDCEC avverte sul rischio che la norma riduca il valore delle competenze dei commercialisti e crei pericolosi precedenti normativi per le PMI.
Richiesta di modifica sul DDL Concorrenza
Come riportato da Teleborsa, l'UNGDCEC contesta l'articolo 13 del DDL Concorrenza 2026, che estende ai consulenti del lavoro la possibilità di depositare i bilanci presso il Registro delle imprese e di attestarne la conformità agli originali. L'associazione esprime contrarietà anche rispetto alle posizioni sostenute dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro durante l'audizione presso la Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati.Marco Leone, vicepresidente dell'UNGDCEC, afferma che il deposito dei bilanci richiede competenze specifiche in materia civilistica e contabile, maturate attraverso un percorso di formazione dedicato e l'esame di Stato. Secondo l'organizzazione, il tema riguarda l'affidabilità delle informazioni economico-finanziarie utilizzate da imprese, soci, creditori e istituti bancari, più che la tutela di una prerogativa di categoria.
Impatto sulle professioni e sulle PMI
La posizione dell'Unione si inserisce nel contesto della riforma dell'ordinamento dei commercialisti, il cui disegno di legge delega è all'esame del Senato e prevede l'individuazione di competenze specialistiche e attività riservate. Per Michela Boidi, presidente dell'UNGDCEC, l'eventuale estensione ad altre categorie professionali entra in contrasto con questo impianto e con il riconoscimento delle competenze attribuite ai commercialisti dalla legge 340/2000.L'UNGDCEC respinge inoltre interventi normativi che, a suo avviso, riducono il valore delle competenze professionali a una leva di costo. L'associazione sostiene che la competitività delle PMI dipende dalla qualità della consulenza e dalla solidità delle informazioni economico-finanziarie, e condivide i rilievi del CNDCEC sul rischio di creare un precedente normativo per l'estensione di competenze senza una valutazione preventiva di formazione, abilitazione e responsabilità.
Nel nostro precedente articolo sulla Commissione Project Financing dell’Odcec di Napoli abbiamo raccontato l’avvio di un percorso dedicato a project financing e partenariato pubblico-privato, pensato per rafforzare il supporto dei commercialisti alle amministrazioni locali. L’iniziativa prevede linee guida operative e momenti formativi per valutare progetti e favorire l’attrazione di investimenti privati, evidenziando la centralità di competenze tecnico-contabili nei processi decisionali.
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