Il buyback di Intesa Sanpaolo sostiene il titolo mentre l’RSI segnala un surriscaldamento

Il buyback di Intesa Sanpaolo sostiene il titolo mentre l’RSI segnala un surriscaldamento
Un rialzo del 18% aumenta il rischio di una correzione nel breve termine.

​Intesa Sanpaolo continua a essere scambiata vicino ai massimi recenti dopo aver guadagnato il 18% dalla fine di giugno, ma il crescente surriscaldamento tecnico sta aumentando gradualmente il rischio di una correzione. Allo stesso tempo, l’ampio programma di buyback della banca continua a fornire supporto ai fondamentali.

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Intesa Sanpaolo ha dichiarato di aver riacquistato circa 21,9 milioni di azioni proprie per 150,2 milioni di euro tra il 10 e il 14 agosto, a un prezzo medio di 6859 euro. Le azioni sono destinate all’annullamento.

Dall’avvio del programma, il 6 luglio, la banca ha riacquistato circa 155,3 milioni di azioni, pari a circa lo 0,88% del capitale sociale, spendendo quasi 998 milioni di euro. Il programma complessivo potrebbe raggiungere i 2,3 miliardi di euro, rendendo il buyback una fonte significativa di supporto per il titolo.

RSI e SMA a 200 giorni indicano un surriscaldamento

Le azioni Intesa Sanpaolo hanno guadagnato il 18% dal 29 giugno, mentre l’RSI (14) è entrato in territorio di ipercomprato. Un altro segnale di surriscaldamento tecnico è la distanza del titolo dalla SMA a 200 giorni, anch’essa pari a circa il 18%.

La combinazione di un rapido rialzo, di un RSI in ipercomprato e di un ampio divario rispetto alla media mobile di lungo periodo aumenta la probabilità di una correzione nelle prossime settimane.

Se questo scenario si concretizzasse, il primo obiettivo principale sarebbe il supporto intorno a 6,71 euro. Un ritracciamento verso questo livello contribuirebbe ad attenuare parte del surriscaldamento tecnico dopo il forte rally estivo.

Le prese di profitto non indeboliscono le prospettive fondamentali 

Dal punto di vista fondamentale, l’ampio buyback resta un fattore positivo. A metà agosto, Intesa aveva già completato quasi 1 miliardo di euro del programma previsto da 2,3 miliardi, continuando a ridurre il numero di azioni in circolazione.

Tuttavia, il supporto del buyback non esclude prese di profitto nel breve termine dopo un rialzo del 18%. Per ora, un potenziale calo verso 6,71 euro va quindi considerato più come una normalizzazione tecnica dopo un forte movimento che come un segnale di deterioramento dei fondamentali della banca.

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