La cultura in Italia sostiene un’industria da 310 miliardi e spinge l’export
La rete degli Istituti italiani di cultura rafforza la proiezione economica del Paese mentre il governo punta a valorizzare all’estero il peso della filiera culturale italiana. Il comparto, secondo i dati richiamati alla conferenza di Verona, incide per il 15,4% sulla ricchezza nazionale e sostiene occupazione, manifattura e reputazione del made in Italy.
In evidenza
- Italia genera 310 miliardi di euro dall’industria culturale, con 1,5 milioni di occupati pari al 5,7% dell’occupazione nazionale secondo Symbola.
- La rete degli 88 Istituti italiani di cultura in 63 Paesi realizza oltre 5.000 eventi annui con un investimento pubblico di circa 24 milioni di euro.
- Il governo punta a 700 miliardi di euro di export entro il 2027, sfruttando la diplomazia culturale e la collaborazione tra Maeci, Ice e Gruppo 24 Ore.
Conferenza di Verona e numeri del settore
Come riportato da Il Sole 24 Ore, alla Conferenza delle direttrici e dei direttori degli Istituti italiani di cultura, in corso a Verona dal 20 al 23 luglio, il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani definisce l’Italia una "superpotenza culturale" e collega il patrimonio culturale alla promozione dell’identità nazionale e dell’economia nel mondo.Secondo i dati illustrati durante l’evento, l’Italia occupa lo 0,2% delle terre emerse e conta meno dell’1% della popolazione globale, ma concentra il 5% dei siti Unesco, genera il 3,1% dell’export globale e il 2,1% del prodotto interno lordo del pianeta. La rete degli 88 Istituti italiani di cultura presenti in 63 Paesi realizza ogni anno oltre 5mila eventi promozionali con un investimento pubblico di circa 24 milioni di euro.
Tajani richiama anche il Rapporto Io sono cultura di Fondazione Symbola, presentato la scorsa settimana, secondo cui l’industria della cultura vale 310 miliardi di euro e dà lavoro a un milione e mezzo di persone, pari al 5,7% dell’occupazione italiana. Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo 24 Ore, sottolinea che la cultura genera direttamente quasi 116 miliardi di euro di valore aggiunto e ne attiva circa 49 miliardi in settori collegati, dalla moda al design, fino all’hospitality e ai servizi.
Effetti su export e diplomazia economica
Nel corso della conferenza emerge anche il ruolo della diplomazia culturale come leva per la competitività del sistema produttivo italiano. Silvestri afferma che la reputazione culturale è uno dei presupposti del valore economico del Paese, richiamando la stima di Confindustria di 170 miliardi di euro di export di prodotti belli e ben fatti.La collaborazione tra il ministero degli Esteri e il Gruppo 24 Ore, avviata nel 2023 con il progetto Laboratorio Farnesina e trasformata nel 2026 in Laboratorio della Crescita, punta a mappare iniziative e realtà italiane da sostenere all’estero attraverso ambasciate, consolati e Istituti italiani di cultura. Finora il progetto coinvolge 11 città italiane e porta alla realizzazione di tre iniziative.
Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice, amplia il perimetro dell’industria culturale includendo anche design, moda, cucina, vino, tecnologia e artigianato. Zoppas richiama il lavoro congiunto dei 90 uffici Ice nel mondo e degli Istituti italiani di cultura, sotto la regia del Maeci, e indica nella cultura uno strumento di dialogo, pace e crescita a sostegno dell’obiettivo del governo di raggiungere 700 miliardi di euro di export nel 2027.
La Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura a Verona, come avevamo già raccontato, ha messo al centro la cultura come pilastro della diplomazia economica e strumento per sostenere export, turismo e attrazione internazionale. Nel nostro approfondimento si evidenziava anche l’integrazione della rete degli Istituti con ambasciate e organismi come ICE, SIMEST e SACE, insieme a iniziative operative per rafforzare la presenza del Made in Italy (dalla musica ai progetti legati a architetture e vino) nei mercati esteri.
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