Kashkari sollecita cauti rialzi dei tassi Fed per frenare l'inflazione
Il dibattito interno alla Federal Reserve sui tassi di interesse si è intensificato dopo che il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha sostenuto che i responsabili politici dovrebbero iniziare ad aumentare gradualmente i costi di finanziamento piuttosto che aspettare che l'inflazione si radichi ulteriormente. I suoi commenti evidenziano le crescenti divisioni all'interno della banca centrale statunitense su come bilanciare una crescita economica resiliente con pressioni persistenti sui prezzi.
Punti chiave
- Kashkari sostiene aumenti graduali dei tassi Fed.
- Ha favorito un rialzo di un quarto di punto la scorsa settimana.
- La Fed ha mantenuto i tassi tra il 3,5% e il 3,75%.
- I funzionari rimangono divisi sui rischi di inflazione.
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Secondo CNBC, Kashkari ha dichiarato di ritenere che la Fed dovrebbe iniziare a muovere i tassi di interesse verso l'alto a piccoli passi, potenzialmente già a settembre, pur senza impegnarsi su una tabella di marcia specifica. Le sue osservazioni sono giunte meno di una settimana dopo che il Federal Open Market Committee ha votato 9-3 per mantenere il tasso dei fondi federali invariato tra il 3,5% e il 3,75%, con Kashkari tra i tre dissidenti che hanno favorito un aumento di 25 punti base.
Crescente spaccatura all'interno della Fed
L'ultima riunione politica ha esposto il disaccordo più ampio da quando il presidente Kevin Warsh è entrato in carica. Mentre la maggior parte dei responsabili politici ha preferito lasciare i tassi invariati, Kashkari ha sostenuto che l'attuale politica monetaria non è sufficientemente restrittiva data la forza degli utili societari, la spesa resiliente dei consumatori e un mercato del lavoro che continua a reggere nonostante i costi di finanziamento più elevati.
Ha suggerito che ritardare l'azione potrebbe costringere la banca centrale a una stretta più aggressiva in seguito, qualora l'inflazione dovesse radicarsi più profondamente. Al contrario, egli favorisce un approccio graduale che consenta ai responsabili politici di rispondere man mano che diventano disponibili nuovi dati economici.
Il dibattito è destinato a continuare in vista della riunione politica della Fed del 15-16 settembre, quando i funzionari riceveranno ulteriori dati su inflazione, occupazione e spesa dei consumatori prima di decidere se siano necessari aggiustamenti della politica.
L'inflazione rimane la preoccupazione principale
Sebbene l'inflazione si sia attenuata a giugno grazie alla temporanea attenuazione delle tensioni in Medio Oriente e al calo dei prezzi del petrolio, Kashkari ha avvertito che le pressioni dal lato dell'offerta continuano a minacciare la stabilità dei prezzi. Ha affermato che la Fed dovrebbe rimanere concentrata sul riportare l'inflazione al suo obiettivo a lungo termine del 2%.
Non tutti i responsabili politici condividono questa valutazione. La presidente della Fed di Filadelfia, Anna Paulson, ha dichiarato all'inizio di questa settimana che gli attuali tassi di interesse appaiono già "lievemente restrittivi" e ha sostenuto il mantenimento della politica invariata monitorando i dati in arrivo.
I mercati finanziari attribuiscono attualmente una modesta probabilità a un aumento dei tassi a settembre, con gli investitori che vedono probabilità leggermente più elevate di un intervento più avanti in autunno se l'inflazione si dimostrerà più persistente del previsto.
Cosa osserveranno i mercati in seguito
Le divergenze di vedute tra i funzionari della Fed sottolineano quanto rimangano incerte le prospettive sull'inflazione nonostante i recenti miglioramenti. Con una crescita economica ancora resiliente e un mercato del lavoro che mostra segnali limitati di debolezza, i prossimi rapporti sull'inflazione e sull'occupazione determineranno probabilmente se la Fed inizierà a inasprire nuovamente la politica in autunno o se estenderà l'attuale pausa.
In precedenza, abbiamo riferito che i funzionari della Fed spingono per un aumento dei tassi per frenare l'inflazione.
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