I rischi di approvvigionamento del greggio Brent si attenuano dopo i colloqui diplomatici: XBR resta in un range
Il greggio Brent (XBR) viene scambiato a $114,91 e chiude vicino ai massimi della sessione dopo un modesto calo giornaliero. L’asset resta sotto pressione di vendita nel breve e medio termine, poiché si trova al di sotto delle principali medie mobili di breve e medio periodo, ma al di sopra della media di lungo periodo.
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Punti chiave
- L’attività diplomatica in Medio Oriente, compresi i negoziati con l’Iran, ha ridotto i rischi a breve termine di interruzioni dell’offerta petrolifera.
- Dal 1° ottobre il greggio Brent ha mantenuto un prezzo minimo superiore a $99 al barile, segnalando un livello di base strutturalmente più elevato.
- Il greggio Brent viene scambiato al di sotto delle medie mobili di breve termine e mostra segnali contrastanti; il prezzo consolida nel range previsto tra $112,75 e $119,9, con rischi al ribasso prevalenti nel breve termine.
Le preoccupazioni sull’offerta si attenuano grazie alla diplomazia in Medio Oriente e alla ripresa dei flussi di petroliere
I continui sforzi diplomatici in Medio Oriente, compresi i colloqui con l’Iran e le trattative per evitare un’ulteriore escalation tra Stati Uniti e Iran, hanno ridotto i timori a breve termine di interruzioni dell’offerta sul mercato petrolifero, secondo Panews. Nonostante le notizie di attacchi alle infrastrutture petrolifere saudite e le discussioni strategiche incentrate sullo Stretto di Hormuz, la graduale normalizzazione dei flussi di petroliere attraverso questa rotta commerciale fondamentale, segnalata da Patronuspartners, ha attenuato alcuni rischi per l’offerta. In base ai dati di Investingnews, il greggio Brent ha mantenuto un prezzo minimo superiore a $99 al barile dal 1° ottobre, a conferma di un livello di base strutturalmente più elevato per il mercato, anche se i rischi immediati si sono ridotti.
Gli indicatori tecnici divergono, nonostante il prezzo resti sopra la media di lungo periodo
Dal punto di vista tecnico, XBR viene scambiato al di sotto delle MA-20 e MA-50 sul grafico orario, ma resta sopra la MA-200 di lungo periodo, a indicare la persistente pressione dei venditori nel breve e medio termine. La Kijun Ichimoku si trova a $113,48 e funge da supporto immediato. I segnali di momentum sono contrastanti: il MACD indica un forte momentum rialzista, mentre l’ADX segnala una forte pressione di vendita. L’RSI è a 45,26 (Vendita), la Stochastic RSI è in zona di ipervenduto, il CCI è neutrale, il Bull/Bear Power resta in ipervenduto intraday e l’Awesome Oscillator fornisce un’indicazione neutrale. In particolare, questi oscillatori divergono dal MACD, evidenziando l’incertezza dei segnali direzionali di breve termine.
Probabile una fase di consolidamento laterale, con una lieve prevalenza dei rischi al ribasso nel range
Nei prossimi due o tre giorni di contrattazione, si prevede che XBR consolidi lateralmente all’interno di una fascia di volatilità compresa tra $112,75 e $119,9. Le probabilità del modello indicano una moderata inclinazione al ribasso, con il 55% di probabilità di una discesa contro il 45% di un rialzo. Nello scenario di base, il prezzo oscillerà all’interno del range previsto. Per un breakout rialzista sarà necessario riconquistare con decisione la resistenza e superare $119,9; uno scenario ribassista potrebbe invece delinearsi se XBR scendesse sotto il supporto immediato della Kijun Ichimoku, segnando nuovi minimi locali.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che i prezzi elevati del petrolio contribuivano a una maggiore cautela sui mercati, in un contesto di persistenti rischi geopolitici e incertezza sulla politica monetaria. L’attuale quadro tecnico del greggio Brent indica che un movimento deciso oltre il limite superiore o inferiore del range $112,75–$119,9 nelle prossime sessioni potrebbe definire la direzione della tendenza successiva.
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