Il supporto a $113,56 favorisce il consolidamento del petrolio Brent nonostante la modesta variazione giornaliera
Il petrolio Brent (XBR) viene scambiato a $114,12 dopo una lieve flessione odierna. L’asset resta al di sotto delle medie mobili chiave di breve e medio periodo, ma si mantiene sopra quella di lungo periodo, a indicare una pressione di vendita persistente, seppur non marcata.
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Punti chiave
- L’aumento del rischio geopolitico segue un attacco a una raffineria saudita rivendicato dagli Houthi e alimenta i timori di interruzioni dell’offerta petrolifera in Medio Oriente.
- I trader monitorano la situazione per valutare possibili accumuli regionali di scorte o cambiamenti significativi nelle dinamiche complessive dell’offerta.
- Il petrolio Brent scambia sotto le principali medie di breve e medio periodo, con forti segnali di vendita, in un range di prezzo compreso tra $110,64 e $117,6 e una probabilità del 70% di ulteriori ribassi.
Le preoccupazioni sull’offerta aumentano dopo l’attacco a una raffineria rivendicato dagli Houthi
Le tensioni geopolitiche continuano a influenzare il quadro del petrolio Brent: il rischio per l’offerta è aumentato dopo che il gruppo Houthi dello Yemen ha rivendicato la responsabilità di un attacco a una raffineria saudita, secondo Newsbytesapp. L’incidente ha alimentato i timori di possibili interruzioni dei flussi petroliferi dal Medio Oriente, spingendo i trader a seguire da vicino la situazione. Gli operatori di mercato valutano se i danni causati dall’attacco incideranno in modo significativo sulle dinamiche complessive dell’offerta o porteranno a un accumulo precauzionale di scorte nella regione.
Il supporto a $113,56 viene messo alla prova mentre il momentum negativo domina il quadro tecnico
Dal punto di vista tecnico, XBR/USD viene scambiato al di sotto della MA-20 a $114,8 e della MA-50 a $115,01 sul grafico H4, ma resta sopra la MA-200 a $95,27. La linea Kijun dell’Ichimoku coincide con il supporto immediato a $113,56. Gli indicatori di momentum confermano la debolezza di breve periodo: MACD e ADX si trovano entrambi in territorio di vendita, mentre RSI, CCI e Stochastic RSI segnalano condizioni di ipervenduto o una zona di vendita. Il Bull/Bear Power evidenzia la predominanza dei venditori durante la giornata e l’Awesome Oscillator (AO) conferma una forte inclinazione negativa, senza divergenze rilevanti tra i principali segnali.
Probabile una fase di consolidamento, con basse probabilità di una rottura al rialzo
Nei prossimi giorni, il petrolio Brent dovrebbe oscillare tra $110,64 e $117,6, in linea con la volatilità tipica dell’attuale configurazione tecnica. Le probabilità di una rottura sopra $117,6 sono limitate, stimate appena al 30%, mentre quelle di una discesa verso il limite inferiore del range sono del 70%. Lo scenario di base prevede un ulteriore consolidamento all’interno di quest’area. Una chiara discesa sotto i livelli di supporto immediato potrebbe aprire la strada a ulteriori perdite fino a $110,64, mentre per un momentum rialzista duraturo sarebbe necessaria una rottura decisa della resistenza a $117,6.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che i rinnovati sforzi diplomatici in Medio Oriente avevano temporaneamente attenuato i timori sull’offerta di petrolio e spinto al ribasso i prezzi del greggio, nonostante le persistenti minacce nella regione. La recente escalation, con l’attacco a una raffineria saudita, introduce un nuovo fattore di rischio per l’offerta e rende il livello di $110,64 un supporto fondamentale da monitorare per valutare possibili ribassi nelle negoziazioni del petrolio Brent.
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