Ripple e Brad Garlinghouse accusati di fare pressioni per l'inclusione di Solana nella riserva di criptovalute statunitense
Secondo quanto riportato da Unchained Crypto, i dirigenti di Ripple Labs, tra cui il CEO Brad Garlinghouse e il Chief Legal Officer Stu Alderoty, avrebbero fatto pressioni sull'ex presidente Donald Trump affinché includesse il SOL di Solana nella riserva di criptovalute statunitense appena annunciata.
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Secondo fonti che hanno familiarità con la questione, l'obiettivo di Ripple era quello di rafforzare la legittimità della riserva tra la comunità delle criptovalute assicurandosi che includesse diversi token americani piuttosto che solo il proprio XRP, riporta Unchained Crypto.
Nonostante questi sforzi, l'annuncio della riserva è stato accolto con scetticismo. I critici hanno notato che i primi tre asset citati, XRP, SOL e ADA di Cardano, non sono ampiamente considerati depositi di valore. Ciò ha sollevato dubbi sul fatto che la riserva possa accumulare quantità significative di questi token o che serva solo come strumento promozionale per i primi investitori e gli addetti ai lavori.
Reazioni del settore e scetticismo del mercato
Ripple ha da tempo affrontato critiche sull'utilità di XRP, con gli scettici che sostengono che la sua capitalizzazione di mercato di 145 miliardi di dollari non sia sufficientemente giustificata. Il lancio della riserva ha fatto poco per dissipare le preoccupazioni, dato che l'annuncio di Trump non ha menzionato Bitcoin o Ethereum, i due asset digitali più accettati.
Il sentimento del mercato riflette questo scetticismo. Sulla piattaforma di previsioni Polymarket, il Bitcoin rimane l'asset più probabile da includere in una riserva statunitense, con una probabilità del 64%. Ethereum segue con il 42%, mentre XRP e SOL sono rispettivamente al 29% e al 28%. In particolare, non esiste alcun contratto per ADA, il che sottolinea ulteriormente i dubbi sulla sua inclusione.
La posizione di Ripple e l'unità del settore
In risposta alle domande se Ripple avesse spinto per l'inclusione di SOL per rafforzare il proprio caso, un portavoce dell'azienda ha fatto riferimento a un tweet di Garlinghouse. Egli ha sottolineato l'importanza della collaborazione del settore, affermando: "L'industria delle criptovalute raggiungerà i nostri obiettivi (e oltre), SE LAVORIAMO INSIEME... Il massimalismo è nemico del progresso del settore".
Ripple ha sempre impostato il suo messaggio sull'unità del settore, sostenendo che la cooperazione è essenziale per l'adozione mainstream e l'accettazione normativa. Se da un lato ciò fornisce una certa giustificazione per sostenere un'inclusione più ampia dei token, dall'altro evidenzia l'interesse strategico di Ripple nel garantire la presenza di XRP nella riserva.
Come abbiamo scritto, il chief technology officer di Ripple Labs, David Schwartz,notoanchecon il soprannome di "JoelKatz", ha segnalato una potenziale svolta strategica per l'azienda di pagamenti digitali.
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